L’Argentina è conosciuta al mondo per il tango, uno dei balli piu’ sensuali che ci possano essere, ma anche per il calcio. La nazionale albiceleste ha sfornato grandi campioni, basti pensare a Messi e Maradona. Ma non è terra di soli grandi numeri 10, anche di centravanti. Ce  ne sono parecchi con l’estigmate del fuoriclasse: uno di questi è Hernan Crespo.

Crespo nasce il 5 luglio 1975, nella Florida Argentina, cresciuto  nelle giovanili del River Plate, la squadra aristocratica di Buenos Aires. Per le movenze tecniche e per la fisionomia, viene chiamato “Valdanito” come l’ex puntero argentino del Real Madrid Jorge Valdano.

A Parma si accorgono di lui e nell’estate del 96 lo prelevano dai Millonarios per 8 miliardi di Lire. In un’intervista ha confessato quanto è stato duro l’impatto con l’Italia, sopratutto quando al suo arrivo (Ferragosto) si è trovato in una Parma deserta, quasi irreale. Ma il peggio doveva ancora arrivare. Il suo impatto con il calcio italiano è stato duro, un solo gol fino a marzo, lo realizza contro l’Inter. Nonostate ciò Ancelotti crede ciecamente in lui, tanto da criticare i contestatori. “Piu’ lo criticano piu’ lo farò giocare“. Avrà ragione: il 1 marzo 1997 realizza una tripletta al Cagliari e da li non si fermerà piu’. Segna di destro di sinistro, di testa…a Parma diviene un’icona. Vi resta sino al 2000, vince una Coppa Uefa,una Coppa Italia e una Supercoppa Italiana, segnando 92 reti, numeri da capogiro.

Ma la sua “parmigianità” l’ha acquisita il 10 gennaio 2000, quando al 92′ segna il gol  del pareggio in un Parma-Juve 1-1, con il Parma ridotto il 9 uomini, da quel giorno, qualsiasi tifoso del Parma sostituirebbe la statua di Garibaldi con quella di Crespo, nell’omonima piazza cittadina.

Nel luglio 2000 diventa mister 110 miliardi con la cessione alla Lazio di Cragnotti, contro l’Inter vince subito la Supercoppa Italiana, in un Lazio-Inter 4-3. A fine stagione con 26 reti vince la classifica marcatori, lasciandosi alle spalle Shevchenko. Ma il suo gol piu’ bello a Roma lo realizza con il cuore, infatti conosce Alessia che diventerà la madre dei suoi figli. Anche nella stagione successiva non sfigura, 13 reti in 22 partire. Ma il 31 agosto 2002, per sopraggiunti problemi economici viene ceduto all’Inter, per 36 milioni di euro (stesso giorno in cui Nesta viene ceduto al Milan). Lui essendo sempre stato tifoso del Milan da bambino, soffre un pochino il trasferimento, ma in nerazzurro è un professionista esemplare. In Champions nella stagione 2002/03 porta l’Inter in semifinale con 9 reti: poi purtroppo un brutto infortunio lo tiene lonatano diversi mesi dai campi di gioco.

La stagione 2003/04 vive la cessione al Chelsea per 26 milioni. L’anno a Londra è stata condizionato dagli infortuni, che non gli han permesso di rendere al meglio, così nel 2004 si ricongiunge con Ancelotti che lo richiede e il Milan lo prende in prestito dai Blues.

In rossonero vive una seconda giovinezza grazie a Milan lab che gli garantisce che a metà di novembre sarebbe tornato in forma e così è stato.  Fra Crespo e il Milan nasce un connubbio indissolubile, segna gol pesanti come un romanzo filosofico. Dodici le reti in campionato, in champions elimina il Manchester agli ottavi con due reti nelle due vittorie per 1-0.

Il 25 maggio 2005 vive la notte piu’ bella e triste della sua carriera, un connubio di emozioni difficilmente ripetibili, nella finale  Champions di Istanbul contro il Liverpool a fine primo tempo il Milan è sopra 3-0 grazie un gol di Maldini ed una sua doppietta. Nella ripresa in sei minuti si vainifica tutti e il Milan perderà la coppa ai rigori.

Valdanito fa ritorno al Chelsea a luglio del 2005, nonostante abbia fatto di tutto per convincere la società rossonera a riscattarlo che ha preferito puntare su Gilardino. In quell’estate si “accontenta” del matrimonio con Alessia. Crespo cova un po’ di veleno con il Milan, infatti quando nel 2006 fa ritorno all’Inter, non ha parole tenere per la società rossonera, nel ottobre 2006 segna il gol dell’1-0 nel derby ed esulta con rabbia sotto la curva sud. Il suo ritorno all’Inter è segnato da tante vittorie, ma anche parecchie panchine.  Dopo una breve parentesi al Genoa, nel 2009 torna a Parma, dove chiuderà la sua carriera agonistica nel 2012.

Parma è la sua casa, infatti con la moglie e le figlie ha deciso di stabilirsi dove tutto è cominciato,  perchè la città ducale rappresenta la sua vita: nel 2013 al Teatro Regio di Parma nella festa del centenario dei crociati è stato eletto giocatore del secolo nella storia dei gialloblù. Crespo è rimasto nel cuore di tutti, emblematico nel 2015 quando prima di un derby (Inter-Milan) è stato salutato da tutto lo stadio. Questo è il giusto premio per un giocatore che nella sua carriera ha sempre dato l’anima, di conseguenza i tifosi a prescindere dalla tua squadra di appartenenza non potranno che amarti e rispettarti.

Matteo Anobile

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