Predestinato, record breaker, fenomeno. Chiamatelo come volete, ma Matthijs de Ligt è il meglio a cui la Juventus potesse puntare per rinnovare un reparto che nell’ultima stagione aveva mostrato grosse problematiche alle spalle della coppia titolare Chiellini-Bonucci.
Per de Ligt, il cui corteggiamento va avanti dalla scorsa estate, sarà l’ennesimo ritorno a Torino, questa volta però il viaggio è destinato ad essere di sola andata. L’olandese è stato nel capoluogo piemontese almeno altre due volte oltre alla partita di Champions League dell’Allianz Stadium.
La scorsa estate visitò il nuovissimo Training Center della Continassa e in autunno tornò in Italia per ricevere il prestigioso Golden Boy della testata Tuttosport, premio riservato ai giovani talenti europei nel cui albo d’oro de Ligt è stato il primo difensore ad aggiudicarselo.

Consegna del Golden Boy 2018

Nato a Leiderdorp il 12 agosto 1999 nella provincia dell’Olanda Meridionale, a pochi km da Amsterdam, Matthijs de Ligt vive già da bambino l’atmosfera dello sport agonistico. I genitori Frank e Vivian sono stati entrambi tennisti e vorrebbero che il piccolo seguisse le loro orme. Sarà però l’allenamento al campetto con un amico d’infanzia a far scegliere al classe ’99 le scarpette piuttosto che la racchetta.
Dopo l’iniziale periodo tra i 7 e i 10 anni alla scuola calcio di zona l’Abcoude, nel 2009 approda nelle giovanili dell’Ajax. Al “De Toekomst” fa tutta la trafila fino al 2016/17, quando viene aggregato al Jong Ajax, la seconda squadra degli ajacidi militante in Eerste Divisie, (seconda divisione del calcio olandese). La sua permanenza nella squadra “di sviluppo” dura solo qualche mese. Il 21 settembre 2016 a 17 anni appena compiuti, infatti, debutta con la prima squadra in Coppa d’Olanda (partita nella quale trova la prima rete da professionista), e da lì in poi sarà un’escalation di record. Esordisce anche in Eredivisie e poi in Europa League, diventando il secondo marcatore più giovane della storia dell’Ajax. Da gennaio in poi il tecnico Peter Bosz lo promuove titolare accanto al colombiano Davinson Sanchez. I due formano la coppia centrale cardine della formazione che arriva alla finale di Europa League 2016/17, persa dall’Ajax 2-0 ma che consacra de Ligt come più giovane calciatore a disputare una finale europea (a 17 anni e 285 giorni). Durante la stagione 16/17 debutta anche con la Nazionale Oranje e ne diventa gradualmente un titolare. Dopo la fallita qualificazione al Mondiale 2018, Koeman lo mette al centro della difesa accanto a Van Dijk senza più toglierlo.

Nella stagione 2017/18, l’Ajax incontra diverse difficoltà tanto da mancare per la prima volta da oltre 50 anni la qualificazione alle coppe europee, ma trovando nel finale di stagione un nuovo e straordinario tecnico: Erik Ten Hag. Sotto la guida dell’ex collaboratore di Pep Guardiola la stagione 18/19 è storia: i biancorossi con de Ligt capitano vincono di prepotenza l’Eredivisie, grazie soprattutto ad un calcio offensivo, e disputano una Champions League straordinaria che culminerà al 95′ della semifinale contro il Tottenham (dopo aver eliminato Real Madrid e Juventus rispettivamente agli ottavi ed ai quarti di finale).

Matthijs de Ligt esulta all’Allianz Stadium dopo il gol che manda in Paradiso l’Ajax e all’Inferno la Juventus

Tecnicamente considerato un predestinato, de Ligt incarna tutte le caratteristiche del centrale difensivo moderno, il tutto all’interno di un fisico straordinario e una personalità straripante che gli permette a 19 anni di essere già leader del suo spogliatoio e trascinatore dei tifosi.

Abituato fin da bambino a giocare un calcio offensivo sempre in controllo del possesso del pallone e della metà campo offensiva, de Ligt è un talento straordinario negli anticipi e non ha paura di marcare il proprio diretto avversario nonostante alle spalle ci sia tutta la metà campo difensiva da coprire. Dal fisico possente, usa questo vantaggio per recuperare, anticipare, prendere posizione e vincere i contrasti esprimendo grande forza. Nonostante la statura 189 cm x 90 kg, sul lungo sprigiona una potenza nella corsa che gli permette di reggere il confronto con avversari velocissimi, e le capacità di coordinative, unite alla attenzione nei posizionamenti, gli permettono di essere efficace anche negli uno contro uno con avversari brevilinei. Inoltre è dotato di una notevole superiorità nel gioco aereo che gli consente di essere dominante sia difensivamente sia nell’area avversaria. Pregio, quest’ultimo, che è costato l’eliminazione dalla Champions alla Vecchia Signora.

Non solo doti difensive però: de Ligt è anche un grandissimo regista arretrato. Destro naturale, è in grado di utilizzare indifferentemente anche il mancino, una caratteristica per la quale la Juventus lo ha scelto a dispetto di difensori mancini di natura, ruolo nel quale i bianconeri stanno cercando un erede di Giorgio Chiellini.

Insomma a 19 anni de Ligt sembra avere davvero pochissime punti deboli e possiede già una straordinaria esperienza con oltre 130 partite giocate in quasi tutte le maggiori manifestazioni calcistiche europee. Caratteristiche che fanno del difensore olandese l’uomo perfetto per completare e rinnovare la retroguardia dei bianconeri, pronta al nuovo corso di Maurizio Sarri e ad un calcio più propositivo, nel quale è chiamata spesso a giocare degli uno contro uno e ad avere tanto campo libero alle spalle.

Stefano F. Utzeri (@utzi_26)