Intervistato a Dubai da “El Popular”, quotidiano sportivo argentino, Diego Armando Maradona ha detto la sua sul futuro della nazionale argentina e, come al solito, l’ha fatto in maniera diretta, senza filtri e senza giri di parole.

La prima stoccata è nei confronti dell’allenatore Sampaoli: “Di lui non voglio parlare, perché mi ha tradito e soprattutto perché voglio che faccia bene con la nazionale. Mi aveva chiamato quando allenava il Siviglia ed era disperato. Mi disse che il Siviglia voleva tributarmi un omaggio, ma gli risposi che avevo giocato troppe poche partite con loro e che non aveva senso. La verità è che voleva usarmi come simbolo, come scudo contro le critiche”.

Il “Pibe de Oro”, che oggi ricopre il ruolo di direttore tecnico del Fujairah, squadra degli emirati arabi, non si è risparmiato neanche relativamente alla difficile situazione della selección, che ha raggiunto in extremis la qualificazione ai prossimi mondiali in Russia: “essere dipendenti da Messi vuol dire nascondere i limiti della squadra quando lui è in forma. Il vero problema dell’Argentina risiede nelle altre zone del campo, non abbiamo un centrocampo degno di tal nome. Non voglio offendere nessuno, ma nessuno si sarebbe mai immaginato che Biglia sarebbe riuscito un giorno a vestire la maglia albiceleste. L’Argentina non fa più paura alle rivali. Si è perso il rispetto per la squadra, è rimasto soltanto quello per Messi, unico cantante in un coro che non può sorreggerlo. Qualche giorno fa a Di Maria hanno chiesto quale fosse il suo sogno, lui ha risposto dicendo che gli sarebbe piaciuto vincere la Champions con il Paris Saint-Germain, senza alcuna menzione per la nazionale”.

Senza fronzoli anche nei confronti dei compagni di reparto della pulce, Diego dichiara: “in attacco Tevez merita un posto in squadra. Non abbiamo niente di meglio, siamo disperatamente alla ricerca di un 9 e Carlitos è l’unico che ha il fuoco dentro”.

Si salva in corner Dario Benedetto, attaccante del Boca Juniors, che Maradona preferisce a Icardi, il quale è entrato nel mirino delle sue critiche a causa della vicenda legata al triangolo amoroso con Wanda Nara e Maxi Lopez: “El Pipa vale dieci volte quel ragazzino, che non sa nulla di calcio”.

Ultima bordata anche nei confronti del modo di giocare a calcio sviluppatosi negli ultimi anni: “oggi si pensa più a correre che a giocare il pallone. Gli allenatori che pensano prima a difendere la propria porta e poi ad attaccare quella avversaria hanno rovinato il gioco. Se si continuerà a giocare con questa mentalità nasceranno sempre meno campioni”.

Giuseppe Lopinto