L’anno nuovo, in Brasile,  si è aperto subito col botto. Ma non con il botto di un festoso bengala nel cielo stellato. Piuttosto con una notizia scioccante: lo stato di degrado dello storico Maracanà.

Si sa, le Olimpiadi danno, le Olimpiadi tolgono. Se da una parte i giochi Olimpici a Rio hanno sottolineato il lato festoso e colorato del paese, dall’altra hanno completamente messo in secondo piano i problemi di una nazione divisa a metà, tra ricchi e poveri. Certo, i telegiornali hanno parlato dei vari problemi all’interno del paese, ma non potranno mai fedelmente descrivere la situazione disastrosa in cui versa il Brasile.

L’ultima immagine legata al degrado (e di certo non la più grave) è la condizione in cui versa il tempio del calcio, tale Maracanà. L’impianto, utilizzato per l’ultima volta il 28 dicembre, si trova in condizioni pietose. Già, il 28 dicembre. 10 giorni fa. Giorni, non mesi. In meno di due settimane, si è passato dalla gioia e solidarietà della “Partita delle stelle” in onore della Chapecoense alla desolazione più totale. Il perchè di tutto ciò? Semplice. Il Maracanà non ha proprietario. Sai, non essendo di nessuno, chi se ne frega delle sue condizioni. Giusto? Sbagliato.

Il succo del problema si concentra nel fatto che non si riesca a trovare un accordo tra la ex proprietaria dell’impianto (la Maracana SA) e lo Stato di Rio de Janeiro, che detiene il possesso dello stadio. La prima società aveva un contratto gestionale fino al 31 dicembre 2016, anche se in realtà non adempiva ai compiti già a partire da ottobre circa, smettendo di pagare costi di gestione e bollette. Essendo terminato il contratto, lo stadio è tornato nelle mani dello Stato di Rio, che non ha le forze, la disponibilità economica e l’interesse a mantenere l’impianto.

Per non far scomparire in questa maniera uno degli stadi più rappresentativi della storia del calcio, due società europee si sarebbero mosse per prenderlo in gestione. La prima risponde al nome di Lagardère e BWA, società francese, mentre la seconda è l’anglo-olandese CSM, GL Eventos e Amsterdam ArenA. Il Flamengo, che gioca le sue partite casalinghe proprio al Maracanà, si è schierata a sostegno della società inglese, minacciando altrimenti di abbandonare la sua casa.

Ovviamente, fare le cose di fretta sarebbe controproducente. Certo è che il Maracanà va rispettato e degnamente salvato.

Gabriele Amerio (@gabrieleamerio)

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