Anche il Manchester United avrà una squadra femminile. I Red Devils erano uno dei pochi top club a resistere alla creazione di un team di ragazze e oggi il vicepresidente esecutivo Ed Woodward ha annunciato che finalmente il progetto andrà in porto.

La nuova squadra sarà iscritta alla Women Super League 2 (l’equivalente della Serie B). “Questa svolta darà a molti talenti usciti dalle nostre academy locali la possibilità di affermarsi in una prima squadra – ha detto Woodward – il nuovo team sarà costruito con lo stesso marchio e gli stessi principi della prima squadra maschile“. Il club ha anche dichiarato la volontà di “creare un cammino per la carriera delle giocatrici che escono dalle academy, 15 delle quali giocano a livello internazionale“.

La sede degli allenamenti sarà al The Cliff, storico campo di training usato una volta dalla prima squadra. A gennaio Phil Neville, allenatore della Nazionale femminile inglese ed ex difensore dei Red Devils, aveva parlato di “un programma fantastico per ragazze giocatrici e allenatrici da parte dello United. Un club dal prestigio simile dovrebbe essere pioniere in queste cose“.

L’arrivo di un Manchester United femminile riaccende l’interesse non solo sulla Wsl 2, dove milita anche il Tottenham, ma per l’intero campionato. In prima fascia ci sono già Arsenal, Manchester City, Everton, Chelsea e Liverpool. Fin dalla fondazione del torneo nel 2011, lo United era rimasto l’unico top club a non avere ancora aderito. Il quotidiano Telegraph ha oggi applaudito l’iniziativa, sottolineando come per il club più ricco al mondo, che cerca costantemente di promuovere il suo brand come dinamico e innovativo, non fosse positivo ignorare una delle realtà più in crescita negli ultimi dieci anni, oltretutto senza spiegarne le ragioni.

La Women Super League 2017/18 conta 20 squadre, 10 in prima fascia e 10 in seconda. In 7 stagioni, Chelsea, Liverpool e Arsenal hanno vinto due scudetti a testa, uno il Manchester City. Al momento, soltanto sei Paesi hanno un campionato femminile (Stati Uniti, Germania, Giappone, Inghilterra, Svezia e Australia), mentre l’Uefa ha una Women Champions League fin dal 2001.

Stefano Francescato