La Coppa Italia, ormai quasi da tradizione, ci regala qualche emozione diversa da quella respirata in Serie A o in qualunque altra competizione. Ieri, a sfidarsi in una gelida e nebbiosa notte milanese, sono state Inter e Pordenone, che a San Siro sono state capaci di infiammare i cuori anche dei meno appassionati. Più che ai nerazzurri, apparsi grigi e poco cinica sotto porta, i meriti vanno alla formazione neroverde che, nonostante l’ampio divario tecnico, è riuscita a mettere in difficoltà la capolista della Serie A affacciandosi anche in diverse circostanze dalle parti di Padelli.

L’ampio turn over adoperato da Luciano Spalletti ha sicuramente contribuito all’indebolimento parziale dell’Inter che ha schierato comunque giocatori di livello, i quali sulla carta si sarebbero dovuti sbarazzati facilmente della squadra di mister Colucci. Tuttavia con un Pinamonti troppo in ombra ed un Karamoh sprecone, al termine dei primi quaranta cinque minuti, le due squadre vanno a riposo sullo 0-0, complice anche una super prestazione offerta da Perilli, estremo difensore ospite che sarà determinante nel corso della sfida. Il giovane portiere si rende protagonista anche nella seconda frazione, uscendo in presa alta in numerose occasioni  e sbarrando la strada ad ogni pallone nerazzurro entrato nel suo campo visivo.

Perilli ed il Pordenone, accompagnati anche da un pizzico di fortuna, impressionano “La Scala del Calcio” e anche l’Inter, il quale getta nella mischia top player come Perisic ed Icardi nel corso della ripresa. Ciò non basta agli uomini di Spalletti, costretti a giocarsi la qualificazione ai supplementari con la formazione friulana. I nerazzurri ci provano, ma ancora una volta la formazione di Colucci risponde prontamente alle avanzate avversarie, specialmente con il proprio portiere, ancora protagonista con interventi miracolosi. Si va ai tiri rigori, il momento in cui verrà ultimato il capolavoro di Perilli.

Misuraca fallisce la prima occasione dagli undici metri per il Pordenone ma il giovane classe ‘95, dopo aver incassato la rete di Brozovic, ipnotizza Skriniar pareggiando il conto. Neanche il tempo di realizzare quanto di miracoloso sia accaduto sul prato verde di San Siro che Lulli scaglia sopra la traversa la sua conclusione. La ruota gira nuovamente dalla parte di Perilli, il quale neutralizza anche la successiva conclusione scagliata da Gagliardini. Il sogno continua, il Pordenone è ancora a galla. La magia svanisce quando Parodi viene bloccato da una parata di Padelli e Nagatomo insacca alle spalle dell’eroe di serata, firmando il 5-4 definitivo e regalando il passaggio del turno all’Inter. Nonostante l’eliminazione dalla coppa nazionale, resterà comunque il ricordo indimenticabile di un Pordenone organizzato e capace di mettere in difficoltà l’Inter, un Pordenone che anche grazie all’impegno e alla grande abilità del suo portiere non è uscito sconfitto da San Siro, almeno nei 120’, tra regolamentari e supplementari.