Leonardo Nascimento de Araujo è piu’ comunemente conosciuto come Leonardo, nato nel 1969 anni in cui in Italia c’erano le rivoluzioni, anche se è brasiliano nativo di  Netroi, dall’età di 28 anni ha legato il suo nome all’Italia.

Andiamo con ordine, i primi a conoscerlo sono i tifosi rossoneri quando nel 1993 con il San Paolo vince la Coppa Intercontinentale con il 10 sulle spalle, battendo 3-2 il Milan a Tokio, in quella squadra giocava anche un futuro rossonero Marcos Cafu’.

Di Leonardo si è sempre raccontato di un uomo colto, sa parlare cinque lingue, italiano,francese,spagnolo,portoghese e giapponese, in quanto ha giocato anche nella terra del Sol levante assieme a Zico suo idolo da piccolo, infatti il suo must calcistico è stato proprio quel Brasile, quello di Telè Santana di Spagna 82, il nostro mondiale (altro legame con l’Italia).

Il suo primo mondiale fu invece  tutto da dimenticare, colpa di un suo gesto scellerato, una gomitata volontaria a un difensore degli Usa negli ottavi di finale, oltre a causare la rottura del setto nasale dell’avversario, gli costò cinque giornate di squalifica e coppa del mondo vinta da spettatore.

Errare umanum est… (attribuito a Seneca) si dice in latino, anche le persone serafiche possono cadere nelle provocazioni, dopo l’esperienza in Francia al Psg, arriva il Milan che per Leonardo ha rappresentato tutti i sentimenti possibili dall’amore alla rabbia per contrasti societari. Voluto da Capello, valorizzato da Zaccheroni nella stagione  98/99 dodici reti, con la sua firma sul 16° scudetto Come non dimenticare quella notte di novembre 98 contro la Lazio a San Siro,  quando al 91′ su cross di Weah  di piatto mise la palla nell’angolino, dando 3 punti fondamentali, verso il traguardo finale. Un mago nei calci di punizione, accarezzava la palla come pochi lo sanno fare, giocava sia da esterno che da trequartista. Nel 2001 lascia il Milan e il calcio…per poi tornare un anno dopo sempre in rossonero, per la seconda parte della sua avventura, inizialmente come osservatore, poi come braccio destro di Galliani. In qualità di talent-scout porta in rossonero, Kakà,Pato e Tiago Silva.

Dopo aver fatto il giocatore e dirigente, diventa allenatore del diavolo nella stagione 2009/10, orfano di Kakà venduto al Real e Maldini che abbandono’ , si ricordava  di quel Brasile per la quale stravedeva da bambino e al Milan applicò il 4-2-4, ottenendo risultati eccellenti, vittoria per 3-2 al Bernabeu, batte la Juve, il suo ostacolo maggiore lo trova in Berlusconi il quale non gli lesina piu’ di qualche stoccata. Leonardo gli risponde rivendicando (da saggio rivoluzionario) la libertà di pensiero e di parola, il rapporto fra i due è ai minimi termini, Leo sbatte la porta dopo 14 anni lascia il Milan…

La vigilia di Natale del 2010 si consuma il tradimento con i tifosi rossoneri, passa all’Inter, lo vuole Moratti per la panchina interista, sa di vendetta a Berlusconi, ma è una pugnalata al cuore dei tifosi milanisti che sono rimasti feriti…perchè Leonardo è stato un simbolo, un punto di riferimento, una persona pulita…ma forse da parte sua non c’era tutto questo “milanismo”!!!???

Un personaggio particolare sposato con la giornalista Anna Billò alla quale ha chiesto la mano in diretta tv…da’altronde da un personaggio mai banale, non ci si aspetta mai nulla di scontato…

M.Anobile