Nella costa sud est del Brasile precisamente a Netroi il 5 settembre del 1969, veniva alla luce Nascimento de  Araujo, piu’ comunemente conosciuto come Leonardo. Nel 1987 esordisce nel campionato brasiliano, con la maglia del Flamengo dove ha la possibilità di giocare con Zico dal quale ha imparato ha calciare le punizioni e si è ispirato fin da piccolo.

Nel 93 si fa conoscere dai tifosi rossoneri quando con il San Paolo batte il Milan nella finale di coppa Intercontinentale per 3-2, seppur fosse giovane all’epoca aveva già giocato in Spagna con il Valencia e in Giappone dove è stato voluto dal suo idolo Zico. Nel 94 vince il mondiale negli Usa con il Brasile, purtroppo per lui l’impatto mediatico non è stato dei migliori, in quanto negli ottavi di finale rifila una gomitata a un giocatore americano, espulsione diretta e 5 giornate di squalifica. Per lui giocatore molto corretto è stato un raptus di follia che lo ha distrutto interiormente, infatti    lui stesso , non sa dare tutt’ora una motivazione dell’accaduto.

Giocatore di classe, partito come terzino sinistro, mancino di piede sapeva ricoprire tutti i ruoli, Capello nel 97 al suo ritorno al Milan lo richiede esplicitamente a Galliani che lo acquista dal Psg. Il suo arrivo sembra possa precludere a priori la convivenza con Boban, ma fortunamente fra i due si crea un feeling che con il tempo pagherà. La sua prima stagione rossonera si ricorderà con molti bassi e pochi alti, la classe del giocatore non si discute ma complice l’undicesimo posto, la squadra non girava e Leonardo non ha inciso.

La stagione 98/99 è il suo anno di grazia, con l’arrivo di Zaccheroni cambia l’assetto tattico della squadra, si passa al 3-4-3 e per il brasiliano il ruolo designato da Zac è esterno d’attacco assieme a Bierhoof e Weah. Il mister di Cesenatico lo fa partire spesso dalla panchina e nelle prime sei partite di campionato va a segno 4 volte. Il 22 novembre 1998 è in programma Milan-Lazio, i rossoneri attaccano tutta la partita ma non trovano il pertugio giusto, fino a che Zac non opta per il cambio strategico fuori Ganz dentro Leonardo. Nonostante l’ingresso del numero 18 la partita non si sblocca, ma al 90′ passato Leonardo di piatto su assist di Weah indovina l’angolino alla destra di Marchegiani e fa 1-0. Un gol che a fine stagione risulterà fondamentale per la conquista del 16° scudetto ai danni della Lazio. Leo  con il mancinoer un maestro  a calciare le punizioni nell’angolino sotto l’incrocio, vedi i due gol uno con la Samp e l’altro nel derby ,  due pennellate degne del suo omonimo. A fine stagione ha realizzato 12 reti e deliziato la platea con giocate di gran classe, dopo Baggio un altro fantasista aveva reso celebre la maglia numero 18.

Nel 2001 lascia il Milan, la sua partita di addio guarda caso è contro il Brescia di Baggio…sembra che la saudade sia il preludio all’addio al Milan. Ma cosi’ non è,  nel 2003 dopo essere tornato per qualche partita, viene inserito da Galliani nei quadri dirigenziali rossoneri. Si occupa di Fondazione Milan, ovvero attraverso i rossoneri si prodiga  per attività a scopo benefico. Ma non si dimentica di ricoprire il ruolo di osservato e Thiago Silva li porta lui personalmente al Milan.

Nel 2009 passa dalla scrivania alla panchina, in sostituzione di Ancelotti che va al Chelsea, nonostante all’inizio non voglia, Galliani lo spinge ad accettare. Dopo un inizio faticoso, dovuto agli addii di Kakà e Maldini, si affida ai suoi connazionali, Thiago Silva, Ronaldinho e Pato, assieme al 4-2-4 riesce a portare il Milan al 3° posto. Ma c’è un’ostacolo, si chiama Berlusconi, fra i due si crea un gelo insormontabile. Tanto da far dire a Leonardo in conferenza stampa che lui ha una libertà di pensiero che nessuno gli potrà mai negare. A fine stagione per incompatibilità con il presidente lascia il Milan, citando una frase di Renato Zero, ti darei gli occhi per vedere ciò che non vedi.

Ma agli occhi dei rossoneri nel gennaio 2011 si consuma il grande tradimento, Leonardo passa dall’altra sponda del Naviglio e va all’Inter, dove vince una coppa Italia, per poi tornare al Psg come dirigente, ma l’amore per Anna Billò giornalista di Sky, fa si che l’Italia diventi la sua patria adottiva, infatti da vero fantasista si inventa un numero di alta scuola, le chiede di sposarlo in diretta tv.

Chepeu Leonardo!!!

M.Anobile

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