Se è vero che tre indizi fanno una prova, il quarto deve porre molte domande nella testa di Simone Inzaghi. La Lazio, con la sconfitta di ieri sera per 3-0 contro l’Inter, ha perso tutti gli scontri diretti che da qui alla fine saranno fondamentali per l’accesso alla Champions LeagueNapoliJuventusRoma e, appunto, Inter hanno sconfitto troppo facilmente la squadra biancoceleste, che è sembrata quasi sempre intimorita nel momento decisivo. Un po’ come i tennisti meno esperti, che al momento decisivo di un match contro un big hanno il cosiddetto braccino, la Lazio non riesce mai a centrare il bottino pieno contro le dirette rivali. La classifica ancora sorride a Immobile e compagni, forti del periodo no di Roma e Milan, ma un’eventuale vittoria dei rossoneri nel recupero di domani contro il Genoa porterebbe le due squadre appaiate al quarto posto.

“Il gap con le grandi c’è, è normale. Sono tutte squadre attrezzate per altro, poi anche l’episodio aiuta: anno scorso, contro la Juventus a Torino, ce ne sono stati tanti e abbiamo vinto. Magari nelle altre non troveremo l’Handanovic o il Miranda di turno. Dovevamo sfruttare meglio le occasioni avute e reagire dopo lo svantaggio. La delusione è giusta, ma pensiamo già alla Spal.” Inzaghi non cerca alibi, sa bene di dover lavorare ancora molto per portare la sua Lazio ai livelli delle prime della classe, magari recuperando quei giocatori che lo scorso anno sono stati determinanti per il quinti posto finale: Milinkovic-Savic Luis Alberto. Mentre il serbo incomincia ad ingranare (“Sta tornando, ha fatto una partita buona fisicamente”), lo spagnolo sembra essere uscito dalle rotazioni del tecnico. Sarà fondamentale riportarlo al 100% per poter sognare in grande.

Inzaghi lo sa bene, il lavoro duro inizia adesso.

A cura di Gabriele Burini (@gabrieleburini)

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