E’ rottura totale tra Felipe Anderson e Simone Inzaghi. I due hanno avuto un acceso diverbio dopo la sconfitta della Lazio contro il Genoa e, di conseguenza, l’attaccante è stato chiamato per una riunione con la dirigenza. Non sarà convocato per la trasferta di sabato sera contro il Napoli.

Felipe Anderson è arrivato ieri a Formello due ore dopo l’inizio dell’allenamento per parlare con il ds Igli Tare e il club manager Angelo Peruzzi. Dovrà spiegare le parole grosse che, secondo testimoni, sarebbero volate tra lui e Inzaghi, che lo aveva inserito a metà ripresa nel posticipo di lunedì sera. Scontento, lo avrebbe richiamato davanti a tutto lo spogliatoio. E lui non l’avrebbe presa bene (“Te la prendi sempre con me“).

Alcuni dicono che si sia sfiorata addirittura la rissa. Ma la Lazio ora teme che la situazione abbia superato il punto di non ritorno. Il portavoce laziale Arturo Diaconale ha provat subito a gettare acqua sul fuoco: “E’ stato un confronto civile e naturale – ha detto – romanzato con una rissa che non c’è mai stata. Se non ci fossero questi chiarimenti dovremmo preoccuparci, sono sintomi di attaccamento alla maglia. Nessun termine irreparabile, tutto rientra nelle logiche di spogliatoio“.

L’incontro di ieri, però, non ha contribuito a risolvere la situazione. Felipe Anderson avrebbe addirittura chiesto la cessione; diventa improbabile, a questo punto, che rimangano sia lui che Inzaghi anche il prossimo anno. Lotito per ora non molla e continua a chiedere almeno 40 milioni per liberare il giocatore, ma se il malumore dovesse diventare contagioso sarebbe costretto ad abbassare le pretese.

Il brasiliano non è il primo animo ribelle che Inzaghi si trova a gestire. Keita, scontento per il poco impiego, rimase in panchina per mesi e alla fine se ne andò. E quando litigò con Hoedt non si fece scrupolo a lasciarlo fuori per 7 partite. Ora si aspetta delle scuse da Anderson, se non arriveranno è pronto a tenerlo panchina da qui a giugno.

Stefano Francescato