Il derby romano di ieri finalmente si è giocato con la cornice di pubblico che ci si aspetta in queste occasioni. 44 mila tifosi, ma soprattutto le due curve piene, che hanno dato spettacolo. Anche in campo lo spettacolo non è mancato, con 5 gol e una partita intensa, dura, ma corretta.

Dal risultato finale le due squadre escono con il morale diametralmente opposto. La Lazio sta continuando la sua ottima stagione. Con la sconfitta di ieri sera è riuscita comunque ad accedere alla finale di Coppa Italia, che la vedrà contendersi il trofeo contro Napoli o Juventus. In campionato invece, i biancocelesti sono al quarto posto in classifica, che significherebbe accesso diretto all’Europa League, ma il sogno sarebbe il terzo posto e preliminari di Champions League, distanti appena 4 punti. Da inizio stagione la Lazio è ai piani alti della classifica e fin qui sta dimostrando pienamente di poterci stare. Tanti risultati importanti raggiunti con una grande continuità. Il merito va sicuramente ai giocatori, che scendono in campo con la consapevolezza che l’essere squadra è fondamentale per fare risultato. Una consapevolezza che è stata instillata Simone Inzaghi, tecnico rivelazione della Serie A. E pensare che fino ad inizio stagione non era affatto certo di continuare sulla panchina biancoceleste. Infatti la dirigenza laziale stava pensando ad un allenatore con più esperienza, poi però la fiducia è ricaduta su l’ex attaccante e lui la sta ripagando pienamente. Ha portato la sua idea di calcio nella squadra, di sacrificio e spirito di squadra e adesso si gode la grandissima stagione dei suoi. La Lazio non giocherà il calcio più bello d’Italia, ma i risultati (che alla fine sono l’unica cosa che conta) il più delle volte arrivano. Una squadra molto cinica, che riesce a sfruttare al meglio le caratteristiche di ogni giocatore. Mancano ancora 8 partite, tutto può succedere: arrivare ai preliminari di Champions è possibile, ma bisogna anche stare attenti e mantenere il prezioso quarto posto.

Sull’altra sponda del Tevere l’animo è a terra o quasi. Un match in cui bisognava fare una grandissima partita, senza subire gol e farne almeno 2. Solo un obiettivo è stato centrato, segnare tanto. Ancora una volta, la Roma ha subito troppi gol e questo ha compromesso la qualificazione (forse anche la stagione). Proprio come contro il Lione, i giallorossi fanno la gara però vanno sotto, ribaltano il risultato, vincono, ma non basta. Due vittorie che sanno di sconfitta. Gli uomini di Spalletti erano chiamati a fare una grandissima prestazione, la partita perfetta, ma così non è stato. Troppe disattenzioni difensive e poco cinici sotto porta. Adesso la stagione è (quasi) compromessa. Dei tre obiettivi iniziali, ne è rimasto uno, il più difficile: il campionato e solo con un miracolo sportivo si potrà centrare. La Juventus è a +6, pochi punti certo, ma troppi per una squadra come i bianconeri, che è praticamente perfetta in ogni partita. Senza contare la fragilità mentale della Roma. Troppe volte, nelle partite fondamentali, i giallorossi non riescono a fare risultato, dimostrando di non riuscire a fare il definitivo salto di qualità. Il problema più grande per Spalletti e i suoi adesso sono gli strascichi che una vittoria amara come questa può portare con sé. Si deve voltare pagina immediatamente se si vuole raggiungere, o al meno tentare, l’unico obiettivo rimasto. Anche per Spalletti il momento è complicato, le sue affermazioni più volte ripetute e i risultati che non sono arrivati, lo stanno portando a lasciare la Roma, per la seconda volta. La matematica è ancora dalla sua parte, ma deve inventarsi qualcosa affinchè i suoi riescano a trionfare per farlo rimanere e sperare che i bianconeri sbaglino qualcosa.

In questo finale di stagione la Lazio continua la sua grandissima annata e a sperare nella Champions mantenendo l’Europa League, la Roma invece è alla ricerca del miracolo sportivo per salvare la sua.

Tommaso Prantera (@T_Prantera)

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