Non è un periodo semplice quello che sta attraversando Jamie Vardy, attaccante del Leicester, nonché uno dei giocatori simbolo della prima e storica Premier League vinta dai “foxes” quasi un anno fa.

Il centravanti, ora in ritiro con l’Inghilterra, ha infatti rivelato di aver subito, assieme alla sua famiglia, minacce di morte dopo l’esonero di Ranieri, avvenuto poche settimane fa. Secondo alcuni rumors, Vardy – assieme ai compagni di squadra Marc Albrighton, Kasper Schmeichel e Wes Morgan – avrebbe partecipato a una riunione con la società per esortarla a sollevare dall’incarico di manager l’ex tecnico di Roma e Inter. Tuttavia, sia Jamie che gli altri tre giocatori hanno negato tale indiscrezione.

Queste le dichiarazioni del calciatore della Nazionale dei tre leoni: “Ho letto che questo incontro sarebbe avvenuto subito dopo la partita contro il Siviglia, quando invece avevo sostenuto un test anti-doping per tre ore. Alcuni di voi media avevano anche aspettato lì vicino per un’intervista.

Poi, ovviamente, non appena questa storia viene fuori, le persone ci credono e ci marciano sopra, e tu ricevi minacce di morte circa la tua famiglia e sui tuoi bambini”.

Vardy aggiunge poi un altro incredibile episodio, ovvero che alcuni ignoti avrebbero persino tentato di mandare fuoristrada sua moglie mentre era alla guida, con i bambini presenti all’interno della macchina: “La maggior parte di queste minacce provenivano dai social o anche quando camminavo per strada, succedeva ogni settimana. Con queste cose ho convissuto, ma quando qualcuno cerca di far finire fuoristrada tua moglie mentre sta guidando e con i bambini presenti nella parte posteriore della vettura, non è il massimo. È terrificante”.

La polizia era stata informata, ma ha potuto fare ben poco per prevenire l’ondata di odio nei suoi confronti: “Queste persone possono essere al massimo bannate da Twitter. Anche in un episodio come quello successo a mia moglie, se non ci sono telecamere è difficile agire”.

Infine, Vardy cerca in qualche modo di smorzare i toni: “Ho ricevuto insulti in tutti gli stadi in cui ho giocato.  Ma fa parte del calcio, è normale. Tuttavia, una situazione come quella capitata a me e alla mia famiglia non è accettabile”.

Raffaele Campo  (@CampoRaffaele)

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