In questi giorni, il premier incaricato Mario Draghi, è alle prese con la formazione di un nuovo governo di “unità nazionale”. Gli spifferi si susseguono e si parla di probabile governo a composizione tecnica, ossia con ministri non provenienti dai partiti, composto da personalità di alto profilo, in grado di mettere d’accordo tutti.

Abbiamo, allora, immaginato come sarebbe un governo di commissari tecnici nel calcio, ciascuno nel settore più affine alla sua ideale competenza tecnico-calcistica.

  • Presidente della Repubblica

Non si poteva che scegliere lui: Giovanni Trapattoni. Il tecnico lombardo, è stato, ed è tuttora, l’allenatore italiano forse più famoso e amato. Data la sua esperienza e la sua età, sarebbe perfetto come omologo calcistico di Sergio Mattarella.

  • Presidente del Consiglio

A chi affiderebbe l’incarico di formare un governo, Giovanni Trapattoni? Probabilmente all’uomo che, nel 2006, ci ha fatto sognare, gridare e piangere di gioia. Sì, Marcello Lippi potrebbe proprio essere quella figura di “alto profilo” che, come Draghi, metta d’accordo tutti.

Vediamo le “sue” scelte, allora.

  • Ministro degli Affari Esteri

Vanta ben tre Champions da allenatore, due col Milan e una, la storica “decima”, col Real Madrid. Negli anni ha guidato Chelsea, Real, PSG e ora Everton. Come Ministro degli Esteri, non c’è figura migliore di Carlo Ancelotti.

  • Ministro dell’Interno

Chi siede al Viminale, sede del Ministero, ha competenza sull’ordine pubblico in quanto autorità nazionale di pubblica sicurezza di vertice in Italia. A presiederlo, dunque, l’attuale allenatore della Nazionale Italiana, Roberto Mancini, per ovvi motivi. Al ministro dell’interno spetta il compito di “difendere” l’Italia; al nostro commissario tecnico sono, parallelamente, affidate le speranze degli italiani.

  • Ministro della Giustizia

Per questo ministero ci vuole un tecnico, nel senso stretto del termine. Combinazione vuole che, tra gli allenatori che calcano o hanno calcato i nostri campi, ci sia un avvocato. Un passato al Verona e al Napoli, da assistente tecnico, l’avvocato Fabio Pecchia è perfetto per la nomina a Ministro della Giustizia.

  • Ministro della Difesa

Allievo di Lippi, col quale ha iniziato la carriera di allenatore in Cina, dove tuttora continua, nonché capitano della fortunata spedizione azzurra nel 2006, come Ministro della Difesa è pronto a “scendere in campo” Fabio Cannavaro. Insuperabile durante quel Mondiale, è stato uno dei difensori italiani più forti di sempre. Proprio grazie alle sue doti difensive ha anche vinto il pallone d’Oro. Imprescindibile, dunque, il suo nome per questo ruolo.

  • Ministro dell’Economia e delle Finanze

Laureato in Scienze giuridiche, economiche e manageriali dello sport (con tesi sul Milan Lab), Massimo Oddo potrebbe rilanciarsi in questo ruolo dopo alcune esperienze non fortunate in panchina. La situazione delle casse italiane non è delle più rosee, anzi, e la triplice specializzazione del tecnico abruzzese potrebbe facilitargli il compito.

  • Ministro Dello Sviluppo Economico

Abituato a generare plusvalenze e a creare “reddito” partendo dal basso, il profilo più idoneo è quello dell’artefice del miracolo Atalanta, Gianpiero Gasperini. Moltissime le plusvalenze garantite ai bergamaschi (Conti, Kessie, Gagliardini, Caldara). Con le sue sapienti mani, l’Italia potrebbe rialzarsi e affrontare un lungo e florido periodo di crescita e risanamento dei conti senza compromettere la qualità della vita.

  • Ministro dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca

Un altro decano degli allenatori. Renzo Ulivieri, presidente dell’Associazione Italiana Allenatori, insegna alla scuola che si occupa proprio di formare le nuove leve della panchina. Chi meglio di lui, quindi, per ricoprire questo ruolo?

  • Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali

Veneto, nato in quella zona di Nord che ama definirsi produttivo, Alberto Malesani è uno abituato a lavorare e a non cullarsi sugli allori. Anti-divo per eccellenza, celebre sul web per la sua sfuriata ai tempi del Panathinaikos, oltre al mestiere dell’allenatore ha sempre coltivato la sua passione per la vigna e per il lavoro, in generale. Attento a queste esigenze, pertanto, è l’uomo giusto nel posto giusto.

  • Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali

Luciano Spalletti. Il tecnico di Certaldo, in attesa che il suo ricco contratto con l’Inter scada a Giugno, si gode i 4.5 mln di € l’anno nelle campagne toscane, dove ha una tenuta agricola, in zona Montaione, che gestisce autonomamente. Tra vino e galline, la sua esperienza bucolica lo rende perfettamente idoneo a ricoprire il ruolo.

  • Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio

Un cattolico praticante come Nicola Legrottaglie, risponderebbe certamente presente alla chiamata come ministro dell’Ambiente. La chiesa cattolica, da sempre, rimarca l’importanza di tenerci al creato e anche le ultime due encicliche di Papa Francesco vanno in questa direzione. Un credente come l’ex difensore pugliese, quindi, avrebbe certamente una marcia in più nella tutela del territorio e questa sua particolare sensibilità lo elegge, di diritto, come ministro adatto ad assolvere, al meglio, il compito.

  • Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti

Un solo nome, anzi un soprannome: Vincenzo Montella. Attaccante e poi allenatore, il suo soprannome, “l’aeroplanino”, lo consacra come ministro delle infrastrutture e dei trasporti senza bisogno di discussioni.

  • Ministero della Salute

Sempre contrario a vizi come fumo e alcol ed esempio dell’atleta serio e professionale. Sin da calciatore, Filippo Inzaghi, oltre che per i suoi tanti gol, faceva parlare di sé per la sua ferrea disciplina. Riso in bianco e bresaola era il suo pranzo prima delle partite. Anche ora che atleta non lo è più, mantiene una silhouette invidiabile. Insomma, un ministro della salute perfetto.

  • Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

Unico non allenatore: “LeleAdani. Celebre la sua sfuriata con l’allora tecnico della Juventus, Massimiliano Allegri, che lo definì eccessivamente teorico. Grandissimo conoscitore di calcio, adora anche viaggiare e seguire partite, soprattutto quelle del sud America: ha introdotto il termine “Garra Charrua”, in relazione alla capacità degli uruguagi di non arrendersi mai. Uno con la sua forma mentis, pertanto, sarebbe perfetto per conciliare l’attenzione alla cultura e quella al turismo. L’amicizia con Christian Vieri, ormai imprenditore di successo, col quale va spesso in Spagna, può aiutarlo a svolgere ancor meglio l’incarico al quale verrebbe chiamato.

  • Ministero per il Sud e la Coesione Territoriale

Uomo del sud, calabrese, ha avuto una carriera, da calciatore, e ora da allenatore, spesa al Nord per la gran parte. Chi meglio di Gennaro Gattuso saprebbe mettere d’accordo nord e sud? L’attuale allenatore del Napoli, ha allenato, tra le altre, anche Palermo e Pisa, oltre al “suo” Milan, col quale ha anche trascorso la gran parte della sua carriera. Il suo carattere lo porta ad essere sincero in sala stampa e a lavorare tanto: qualità che, c’è da scommetterci, gli tornerebbero molto utili in questo incarico di governo.

  • Ministero per lo Sport

Appassionato di ippica (l’espressione vincere di “corto muso” l’ha portata lui in una conferenza stampa) e di basket (celebri le sue sfide con Paul Pogba ai tempi della Juventus), Max Allegri sembra perfetto per ricoprire questo ruolo. Il rischio sarebbe stato quello di accentrare troppo le competenze sul calcio. Il tecnico livornese, però, è uomo di sport e saprebbe trovare una quadra anche con le altre discipline. E poi avrebbe il vantaggio di conoscere già Malagò e poter, quindi, spendere sin da subito la sua credibilità per ridare slancio a tutto il comparto sportivo italiano.

  • Ministero per le Politiche Giovanili

Una vita nella primavera della Roma e una miriade di giovani calciatori lanciati. L’elenco sarebbe lunghissimo, ne citeremo solo alcuni: Alberto Aquilani, Gianluca Capriari, Alessio Cerci, Daniele Corvia, Alessandro Florenzi, Stefano Okaka, Lorenzo e Luca Pellegrini, Matteo Politano, Daniele Verde … Potremmo continuare: sono ben 46 i giovani lanciati da Alberto De Rossi, il miglior ministro possibile per le politiche giovanili.

  • Ministero per le Pari Opportunità

Un solo nome possibile per questo incarico: Carolina Morace. Capace di squarciare il maschilismo diffuso nel calcio, la Morace ha saputo farsi strada nel mondo del pallone. È anche grazie a lei se le azzurre del calcio hanno ottenuto legittimità e copertura mediatica, dopo anni nei quali erano state snobbate. Competente e con una lunga carriera alle spalle, potrebbe certamente assolvere al meglio il compito di garantire pari dignità anche alle donne, nel calcio, nello sport e in generale.

Questa, dunque, la lista dei commissari tecnici immaginati nel calcio. Allegri e Adani potrebbero avere qualche problema di convivenza, ma Lippi saprebbe certamente domarli. Età media un po’ alta, è vero, ma un po’ d’esperienza in questo difficile momento serve.
E voi, che ne pensate, avreste fatto altre scelte?