Come gli capita da ormai 3 stagioni consecutive, è stato il primo marcatore stagionale della Lazio, il punto di riferimento offensivo dell’undici biancoceleste e uno dei pochi in grado di decidere l’esito della partita con una giocata vincente in area di rigore.

Nonostante sabato sera il suo gol non sia stato sufficiente a portare a casa i 3 punti contro il Napoli, la Lazio ha deciso di premiare Ciro Immobile con il rinnovo di contratto.

Troppo importante il numero 17 per i capitolini, con 68 gol siglati in 89 presenze e il titolo di capocannoniere dell’ultima Serie A condiviso con Icardi grazie a 29 centri in campionato.

La Lazio omaggia Immobile, ma anche il bomber campano ringrazia la società di Lotito, disposta a credere in lui e a spendere 8,5 milioni di euro nel 2016 dopo le deludenti esperienze in terra tedesca con il Borussia Dortmund e in Spagna con il Siviglia. Oggi il centravanti di Torre Annunziata vale molto di più ed è una pedina inamovibile dell’undici di Simone Inzaghi, che gli ha costruito una formazione e uno scacchiere tattico ad hoc, in grado di considerarlo come la primissima opzione in fase di ripartenza e l’ultima, la più decisiva, in fase di finalizzazione.

Il contratto attuale di Immobile scade nel 2022 e prevede un ingaggio pari a 2,2 milioni di euro all’anno; quello nuovo prolungherà di un ulteriore stagione la scadenza del suo rapporto con la Lazio e porterà nelle tasche dell’attaccante cresciuto nel vivaio della Juventus uno stipendio maggiorato di un milione.

Cambiano le cifre, resta uguale l’obiettivo, ossia quello di migliorarsi ancora e raggiungere la qualificazione in Champions League, quel quarto posto sfumato nella passata stagione all’ultimo respiro contro l’Inter. In mezzo a tutto questo, l’Europa League, un palcoscenico in cui Ciro ha gonfiato la rete in 8 occasioni nella scorsa annata e dove punta a diventare il leader indiscusso tra i migliori cannonieri europei.

A 28 anni compiuti, Immobile è uno tra i giocatori più affermati del campionato italiano e, dopo essere diventato uomo-chiave dei capitolini, punta a farlo anche in azzurro, dove non ha mai lasciato il segno in maniera particolarmente indelebile.

In una nazionale alle prese con un movimento di rifondazione tra i più difficili e incerti di sempre, Immobile è nel fiore della sua carriera e potrà, anzi dovrà, diventare il perno di congiunzione tra l’ultima, fallimentare, selezione di Ventura e la nuova, speranzosa, giovane Italia guidata da Mancini che, come Ciro, ha conosciuto bene cadute e risalite, per trovare la sua dimensione ha girato tutta l’Europa e ora sogna di riportare l’Italia sul tetto del mondo.

Giuseppe Lopinto