Sul versante orientale, precisamente a Rostov-sul-Don, la scellerata fama della criminalità è ormai un lontano ricordo. In città, non si fa altro che parlare del FK Rostov. La favola russa è stata offuscata dal trionfo del Leicester in Occidente, sebbene la storia abbia una trama simile. Questo racconto non ha inizio da quel “C’era una volta”, poiché, proprio come i Foxes, risale ad un anno fa.

Rostov-JuventusLa città, la più grande della Russia Orientale (non proprio una piccola realtà) non ha mai vissuto una memorabile tradizione calcistica. Rispolverando le memorie del club, annoveriamo un match disputato contro la Juventus, durante la Coppa Intertoto del ’99. A quel tempo, la denominazione era un’altra: il vecchio Rostsel’maš fu spazzato per 9-1 dai bianconeri, tra andata e ritorno. Una festa amarissima, prima di ricadere nel dimenticatoio. Il trionfo in Coppa di Russia, nel 2014, è l’unico di una storia centenaria.

Stazionando sui bassifondi della Prem’er Liga, il Rostov ha seriamente rischiato di sprofondare in Seconda Divisione. Appena due anni fa, i gialloblu hanno scongiurato il pericolo, liquidando il Tosno, durante un play-out ad alta tensione. I cattivi presagi inquietavano la banda di Mister Berdyev, orfana del talento Artem Dzyuba, di ritorno allo Zenit; il Rostov era atteso ad un anno di sofferenze, almeno secondo le previsioni.

Parlavamo di Kurban Berdyev, vera e propria istituzione in quel di Kazan, dove ha allenato il Rubin e ricoperto il ruolo di vicepresidente per ben 10 anni. E proprio Berdyev è il protagonista delle impreviste fortune del club. Tutto per un cambio di modulo: dal coraggioso 4-3-1-2 all'”italianissimo” 5-3-2.

Dalla Salvezza al Sogno Scudetto. Il Rostov ha immediatamente “ingranato la marcia”: 8 risultati utili dopo le prime 11 giornate di campionato. Tra Ottobre e Dicembre, il Rostov si porta a ridosso del primo posto, contro ogni aspettativa. La società capta il segnale, una cosa del genere potrebbe non verificarsi mai più. Così, la rosa viene inaspettatamente rinforzata per puntare al titolo di Campione di Russia.

DzhanaevSulla scia dell’entusiasmo, la favola continua. Lo stoico Cesar Navas, 36enne ma il più impiegato da Berdyev, fa da chioccia all’emergente Novoseltsev: la difesa del Rostov diviene una delle meno perforate in Europa, per via delle 16 reti subite in 25 partite. Rostov ha un proprio luogo mistico, Zeleny Ostrov. Sull’Isola Verde, gli psicologi hanno individuato una pietra nera, rea di incutere timore ai passanti. Lo stesso effetto si percepiva dalle parti di Soslan Dzhanaev, che ha mantenuto la porta inviolata per 14 volte. La retroguardia è impreziosita dall’abnegazione del “Capitano” Alexandru Gatcan. Il moldavo si è dimostrato imprescindibile in fase difensiva, ricoprendo il nevralgico ruolo di mediano. Le fortune del Rostov portano anche e soprattutto il suo nome.

Azmoun“Genio e…Regolatezza”. L’accortezza difensiva è sorretta dalla tecnica di Noboa ed Erokhin, esplosivo e con quel vizietto del gol. D’altra parte, il centrocampista ecuadoregno è il fiore all’occhiello del club, per via di una classe cristallina e del fattore “esperienza”. In fase offensiva, Dmitri Poloz si è reso protagonista di un’interessante statistica: solo reti decisive, che hanno proiettato il Rostov in vetta alla classifica. In realtà, gli addetti ai lavori sono rimasti impressionati dalle giocate del “Messi d’Iran“, Sardar Azmoun. Il classe ’95 non è ancora freddissimo sotto porta, pur avendo incastonato delle perle da fuoriclasse. Dunque, occhi puntati sull’iraniano.

Tuttavia, il Leicester di Russia ha vissuto un epilogo infelice. Il Rostov si è visto soffiare il Titolo, ad appena tre giornate dal termine. Ha trionfato il CSKA rovinando, seppur in parte, una splendida avventura. Sì, ha vinto il più forte, tecnicamente e finanziariamente; il Rostov ha perfino combattuto un’istanza di fallimento, presentata dall’Agofrest Don, creditrice di ben 93 milioni di rubli.

Infestato da millemila vicende extra-calcistiche, il Rostov non ha comunque smesso di sognare. Una banda da soli 18 giocatori in rosa con quel pallino della Champions League, roba da non crederci; approdato al terzo turno dei Preliminari, il club russo ha clamorosamente eliminato l’Anderlecht, sotto i colpi di Noboa ed Azmoun. Ad Amsterdam, il Rostov ha conquistato un preziosissimo pareggio contro l’Ajax (1-1, ancora una volta Noboa), dovendo ringraziare i prodigiosi interventi di Dzhanaev, autore di splendide parate e battuto solamente dal penalty di Klaassen. Stasera, alle 20:45, si disputerà lo storico ritorno, cui potrete assistere su Italia 1. Tanto per non perdervi nulla.

Allo Stadio Olimp-2, si registrerà il “tutto esaurito”. L’atmosfera, rarefatta per via della tensione accusata per una sorta di “Partita del Secolo”, ingloba la società multietnica di Rostov in un solo credo, in una sola bandiera, quella gialloblu. Il Rostov può scrivere un’altra pagina del Libro delle Favole.

di Manfredi Maria Tuttoilmondo

 

1 commento

Trackbacks & Pingbacks

  1. […] il Monaco è una dura avversaria e le trasferte in Turchia per giocare col Besiktas o in Russia a Rostov (i gialloblù ieri hanno demolito l’Ajax, ed hanno l’entusiasmo della prima volta) […]

I commenti sono chiusi.