Dopo 120′ tiratissimi e quattordici rigori, il Milan batte la Lazio e guadagna l’accesso alla finale di coppa Italia del 9 maggio quando sfiderà la Juventus.

Il rigore decisivo lo ha battuto Alessio Romagnoli, uno che la Lazio ce l’ha tatuata nel cuore, si avvicina al dischetto per battere quello che potrebbe essere l’ultimo rigore. Gattuso guarda il cielo, Romagnoli il pallone. E’ la rincorsa più lunga della sua vita e quando la palla entra in rete alle spalle di Strakosha esplode la gioia del popolo rossonero. In campo Gattuso è travolto dai suoi, perché in fondo è lui il vero artefice di questo successo (Il Milan arrivava da 12 risultati utili di fila senza mai perdere).

Romagnoli a fine gara elogia Gattuso “Merito suo, ci ha dato grinta e quell’intensità che ci mancava, ora è tutto bello, ma dobbiamo continuare a lavorare”.

Romagnoli è diventato una colonna importante di questo Milan, anche un po’ per il ruolo in campo, al centro della difesa insieme a Bonucci, insieme formano un muro indistruttibile, pronti a trascinare questo Milan in finale. Poi si penserà alle emozioni, ma prima si deve raggiungere l’obiettivo.

Romagnoli, laziale da sempre, è cresciuto nella Roma con cui ha esordito in Serie A, diventando l’oggetto della sessione estiva del mercato del 2015 in cui il Milan acquistò per 25 milioni di euro il cartellino del difensore dalla Roma. Inizialmente i tifosi rossoneri pensavano che l’ad Galliani avesse speso troppo per Romagnoli, e invece è stato un gran colpo. Proprio nell’estate 2017, il Milan ha rifiutato 40 milioni dal Chelsea, proprio perchè il club rossonero crede nel difensore e lo ritiene un elemento troppo importante e non vuole privarsene. Appena arrivato al Milan, venne paragonato ad Alessandro Nesta, dovuto alla fede biancoceleste e al numero di maglia che Alessio scelse appena arrivato al Milan “Vorrei il 13 come Sandro Nesta”.

 

A cura di Riccardo Molinari.