Minuto 85 di Newcastle – Liverpool: il risultato è bloccato sul 2-2, e il Liverpool si presta a battere una punizione interessante al limite dell’area dei padroni di casa. Sul pallone c’è Alexander-Arnold, ma Van Dijk urla per tre volte a Shaqiri che a battere deve essere lui. La palla carambola sulla testa di Divock Origi, che insacca alle spalle di Dúbrakva e realizza il gol che riporta momentaneamente i Reds in testa al campionato (verranno superati nuovamente dal Manchester City nel Monday Night e tutto si deciderà nell’ultima di campionato). Se il belga pensava di aver toccato l’apice della propria carriera nella giornata di sabato, si sbagliava di grosso.

Quando Klopp ha dovuto scegliere l’11 iniziale nel pre partita di Liverpool – Barcellona, semifinale di ritorno di Champions League in cui il Liverpool partiva dal 3-0 subito al Camp Nou, con Salah e Firmino ai box non ci ha pensato due volte a dare una maglia da titolare a Origi. E il belga, come per magia, non ha deluso le aspettative: al settimo è stato il più lesto a raccogliere una respinta corta di Ter Stegen, al settantanovesimo si è fatto trovare pronto all’interno dell’area di rigore del Barça quando Alexander-Arnold ha avuto la brillante idea di battere velocemente l’angolo che ha portato i Reds sul 4-0 che ha fatto esplodere tutto Anfield. L’uomo giusto al momento giusto.

E pensare che il feeling con i tifosi non era mai sbocciato (complice anche il fatto di giocare poco a causa del tridente titolare): acquistato nell’estate del Mondiale brasiliano per una cifra vicina ai 13 milioni di euro, ma arrivato a vestire la maglia dei Reds solo l’estate successiva, il belga non aveva mai convinto a pieno Anfield e la dirigenza del Liverpool, tant’è che lo scorso anno Klopp decise di spedirlo in prestito al Wolfsburg, dove però non riuscì a trovare la via del gol con continuità. Rientrato alla casa madre, il tecnico tedesco lo ha confermato nella rosa, usandolo però con il contagocce: undici presenze in campionato, sette in Champions (contando quella di stasera), ed una in FA Cup. Nei momenti decisivi però il suo apporto è sempre stato determinante: ha deciso un derby, ha tenuto vivo il campionato e ha portato i Reds alla seconda finale di Champions League in due anni al termine di una rimonta clamorosa.

Se il Liverpool riuscirà ad alzare almeno un trofeo in questa stagione, il merito sarà anche di Divock Origi. L’uomo che non ti aspetti.

A cura di Gabriele Burini (@gabrieleburini)li