Kalidou Koulibaly, pilastro difensivo del Napoli di Maurizio Sarri, ha concesso una lunga intervista alla Gazzetta dello Sport, ripercorrendo alcune fasi cardine della sua avventura in azzurro.

“Al mio arrivo a Napoli ho avuto qualche difficoltà a livello di ambientamento, durante l’anno di Benitez sono finito spesso in panchina, ed è stato quello il momento in cui sono cresciuto maggiormente, sia a livello tattico, sia a livello personale”.

Oggi Koulibaly è uno tra i migliori difensori centrali della Serie A e la maggior parte del merito è di Maurizio Sarri, che ha scandito i passaggi chiave della sua metamorfosi da giovane promettente a calciatore affermato: “Lui mi ha dato fiducia anche quando non ero al meglio, la partita di Europa League contro il Bruges fu la svolta della sua avventura al Napoli, fin lì altalenante, e anche della mia”.

Il 26enne senegalese, però, precisa che la forza della squadra capolista in Serie A è il gruppo, ormai compatto ed esperto: “È difficile che un singolo giocatore possa spostare gli equilibri di tutta la squadra”.

“Io qui a Napoli potrei restarci per sempre, firmerei un contratto a vita senza pensarci due volte. Il mio obiettivo è quello di ricambiare la gioia, l’affetto e il calore dei tifosi con la vittoria di titoli importanti. Mia moglie e i miei figli sono felici e la città mi piace. Negli scorsi giorni ho visitato i Quartieri Spagnoli e la Sanità, due luoghi molto particolari e interessanti”.

Restando su punti di vista e pareri personali, Koulibaly parla anche dei temi relativi al razzismo negli stadi e in Italia in generale: “È un problema su cui si è lavorato tanto e sono stati fatti tanti passi avanti. I cori razzisti purtroppo a volte ci sono ancora, ma spesso sono ad opera di piccoli gruppetti di tifosi scalmanati. Ultimamente a Napoli si parla anche di baby gang, di ragazzini che crescono in quartieri difficili e compiono gesti sbagliati. Anch’io sono cresciuto in una zona non facile e ringrazio mio padre che ha fatto tanto per me e mi ha insegnato il valore dello studio e del sacrificio”.

Tornando invece al campo, il difensore non ha dubbi: “Quest’anno vogliamo arrivare fino in fondo, vogliamo mettere fine al dominio incontrastato della Juventus e spegnere ogni velleità di rimonta di Roma e Inter”.

Il Napoli, oltre che in campionato, nei prossimi mesi sarà impegnato anche in Europa League, competizione in cui la squadra partenopea era arrivata molto lontano, durante la stagione 2014/15, con Benitez in panchina e con il Dnipro che in semifinale eliminò gli azzurri dopo un pareggio al San Paolo e una vittoria per 1-0 in casa.

Koulibaly ha anche parole di stima per Gonzalo Higuain, suo ex compagno di squadra, ora alla Juventus: “è un fuoriclasse, è stato un piacere giocare con lui. In Serie A, però, ci sono tanti altri bomber difficili da marcare, su tutti Icardi e Dzeko, ma anche Kalinic, che è sempre pericoloso perché gioca sul filo del fuorigioco. L’incubo, però, sarebbe affrontare i miei compagni di squadra, Callejon, Mertens e Insigne: loro sono autentici campioni”.

Domenica il Napoli affronterà l’Atalanta, artefice dell’eliminazione dei partenopei dalla Coppa Italia e, secondo Koulibaly, vera bestia nera della squadra di Sarri: “soffriamo il loro gioco, vincere a Bergamo sarebbe molto significativo”.

Giuseppe Lopinto