La cacciata di Nikola Kalinic dai Mondiali è una decisione che farà molto rumore. L’attaccante del Milan avrebbe finto un mal di schiena per non entrare negli ultimi minuti di Croazia-Nigeria, un minutaggio considerato evidentemente scarso. Ma un allontanamento anticipato dai Mondiali è capitato altre due volte.

Quattro anni fa, al Mondiale brasiliano, furono Sulley Muntari e Kevin Prince Boateng (anche allora giocatori del Milan) a essere rimandati a casa dal ritiro del Ghana. Il 25 giugno, prima della sfida decisiva contro il Portogallo, è una nota ad annunciare che i due avevano lasciato il ritiro anzitempo. Muntari avrebbe assalito un membro del comitato esecutivo Fifa, mentre l’accusa a Boateng era di aver insultato l’allenatore Kwesi Appiah durante la seduta di allenamento.

Il Ghana perde contro i portoghesi e viene eliminato. La versione dei fatti non è chiara: Boateng dice di essere stato allontanato dalla seduta da Appiah insieme a Muntari. Il ct li aveva visti ridere e scherzare e aveva deciso di mandarli sotto la doccia. Quando avevano chiesto spiegazioni, sostenne l’attuale centrocampista dell’Eintracht Francoforte, erano stati insultati.

Ma l’episodio più clamoroso risale ai Mondiali precedenti, quelli in Sudafrica del 2010. Seconda partita per i Bleus contro il Messico: Raymond Domenech, che quattro anni prima era arrivato in finale, minaccia Nicolas Anelka di sostituirlo se non si adatta alle indicazioni e riceve in cambio pesanti insulti dall’attaccante del Chelsea. Anelka non si scusa pubblicamente e nemmeno con allenatore e squadra, venendo cacciato dal ritiro su ordine del presidente della Federcalcio.

Il capitano Evra parla di tradimento e, insieme a tutta la squadra, salta l’allenamento prima della partita contro il Sudafrica. Risultato: sconfitta ed eliminazione, ma anche addio di Domenech. E’ il primo caso di una crisi di spogliatoio a Mondiale in corso.

Da ricordare anche il caso di Diego Armando Maradona, allontanato dai Mondiali del 1994 dopo essere risultato positivo all’efedrina durante un controllo antidoping. “Eravamo tutti dopati – dirà Maradona nel 2011, accusato il ct Grondona – se avessero fatto dei controlli prima non saremmo nemmeno partiti per gli Stati Uniti“.

Altri episodi, al di fuori del Mondiale, riguardano ad esempio Maicon, cacciato da Dunga per uno scherzo al compagno Elias durante il ritiro del Brasile, oppure Graziano Pellè, allontanato da Giampiero Ventura per non avergli stretto la mano al momento del cambio. Insomma, Kalinic è in buona compagnia.

Stefano Francescato