Di ritorno dall’Arabia Saudita, con una Supercoppa in più da esporre prima allo Stadium e poi al museo, la Juventus continua la sua marcia inarrestabile verso l’ottavo scudetto consecutivo a discapito di un buon Chievo, apparso in netta ripresa e che sta traendo giovamento dalla cura Di Carlo.

A causa di qualche defezione dell’ultimo momento (vedi Khedira, fermato da una contusione al ginocchio da valutare nei prossimi giorni), Allegri è costretto a mutare la formazione che aveva inizialmente pensato di schierare; la diga davanti alla difesa è confezionata con Matuidi ed Emre Can, mentre sono Douglas Costa e Bernardeschi a svariare a piacere sulle due fasce, salvo ripiegare quando ce n’è bisogno. Davanti il solito Cristiano accompagnato da Dybala, che oltre a rifinire ha il consueto compito di fungere da collante tra i reparti.

Sebbene il Chievo appaia sin dal primo minuto vivo e pimpante, la partita si incanala presto a favore dei bianconeri che sfoderano una prestazione di alto livello, con le premiate ditte Cristiano-Bernardeschi e Dybala-Douglas sugli scudi, sempre pronti a cercarsi a vicenda ed a tentare la giocata giusta. Ed è proprio una di queste che consente al brasiliano di firmare il provvisorio 1-0: azione di ripartenza, scambio rapido con la Joya e missile precisissimo a trafiggere l’incolpevole Sorrentino dopo aver saltato qualche avversario ed aver sfruttato il taglio di CR7.


Nonostante lo svantaggio, il Chievo non si disunisce e prosegue nella sua dignitosissima partita fatta di pressing, equilibrio, ordine difensivo e contropiede. Ma la Juventus di stasera ha la marcia in più e la differenza si nota nelle giocate di alcuni uomini che fino ad ora erano mancati nelle rotazioni di Allegri: Bernardeschi sembra aver smaltito totalmente i guai muscolari che l’hanno costretto ai box, Emre Can è tornato ad essere il mastino recupera palloni tanto apprezzato al Liverpool.

Il talento di Carrara è un mix di sublime tecnica e spiccato acume tattico: non sbaglia mai un colpo, trova i compagni senza batter ciglio, scatta, si propone, scambia palla e posizione, recupera, contrasta e va vicino al gol grazie all’assist di Cristiano. Il tedesco sembra insuperabile, insieme a Matuidi (molto meglio da mediano che da mezzala) è un autentico muro: intercetta qualsiasi cosa gli passi sotto il naso, fa a sportellate senza timore, riparte di gran carriera e si inserisce al momento giusto per sfruttare una pennellata di Dybala e mettere all’angolino un colpo di biliardo che vale il 2-0 allo scadere della prima frazione di gioco.

La ripresa vede la Juventus subito decisa ad archiviare anzitempo la pratica: è delizioso il cross di Douglas Costa per l’incornata di Alex Sandro, sventata da una prodezza di Sorrentino. Al minuto 50 l’episodio che può metter fine al match: Ronaldo recupera una palla preziosa a centrocampo, serve in profondità Bernardeschi che saggiamente scarica in via centrale per l’11 bianconero, il quale senza pensarci troppo cerca la porta trovando però il polso di Bani. E’ calcio di rigore. L’urlo liberatorio di Cristiano stavolta rimane strozzato in gola: Sorrentino intuisce l’angolo e si esalta con una parata pazzesca che vale il primo errore in Italia dal dischetto per il portoghese, decisamente in serata no.

Sfruttando l’inerzia, i clivensi si spingono in proiezione offensiva per qualche minuto e sfiorano il gol con un colpo di testa di Meggiorini, colpevolmente dimenticato in area di rigore da Chiellini ed Alex Sandro, facilmente disinnescato dal poco sollecitato Mattia Perin. Scampato il pericolo, i bianconeri si riaffacciano in avanti e, nel giro di dieci minuti, mettono in piedi due azioni gol (splendido assist di Emre Can per Cristiano che spara fuori da posizione favorevolissima e altra parata degna di nota di Sorrentino su una conclusione al volo di Bernardeschi) e si procurano il calcio di punizione da cui scaturirà il 3-0 definitivo: è il numero 33 a disegnare una traiettoria perfetta per la testa di Daniele Rugani (autore di una gara importante), che così mette la sigla sul primo gol su palla inattiva della stagione.

Una Juventus bella e convincente, che finalmente evita sofferenze inutili a se stessa ed ai suoi tifosi e che mantiene inalterate le distanze dal Napoli, in attesa di recuperare energie e uomini per la difficile trasferta di domenica prossima all’Olimpico contro la Lazio.

a cura di E.Menegatti (@44gattdernesto)