Esordio amaro, amarissimo, per la Juventus in Champions League. Un film già visto, 100 giorni dopo Cardiff. Un tempo giocato a testa alta, nonostante le numerose assenze, ed un tracollo psicologico dopo il rientro negli spogliatoi. A Barcellona sono state tante le cose che non hanno funzionato, ma è altrettanta la voglia di ripartire a testa alta. Uno degli uomini chiave su cui puntare sarà inevitabilmente Miralem Pjanic, il faro di centrocampo. Colui che dopo l’addio di Bonucci ha in parte assunto il ruolo di regia, sempre con la collaborazione degli altri dieci titolari.

Pjanic è il giocatore che probabilmente più di tuti sta lavorando per raggiungere il top di forma ed esprimere al meglio le sue potenzialità. Lampi di classe si son già visti con il Genoa. Con il Barcellona è stato uno dei pochi probabilmente a salvarsi, prendendo sotto la sua ala protettrice il giovane Bentancur alla prima da titolare. Salutato Bonucci, il bosniaco sta per confermarsi sempre più leader. È lui che dirigerà il gioco, abbassandosi all’occorrenza molto per ricevere palla e lanciare la manovra d’attacco. Il tassello fondamentale sarà la conferma di un ottimo stato di forma sia che in mediana si giochi a tre o a quattro. La strada è quella ed è da lui che la Juve deve ripartire dopo la brutta sconfitta del Camp Nou. Perchè è con una migliore organizzazione di gioco che in Europa si farà la differenza.

Christian Travaini (@ChriTravaini)

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