Il vicepresidente bianconero è tornato a parlare sul suo ritiro dal calcio giocato ed ha seminato qualche dubbio sul futuro di Gigi Buffon

Pavel Nedved, intervistato dal portale ceco Lidovky.cz, ha parlato di tanti temi tra cui il futuro del calcio italiano ed il ritiro all’età di 37 anni. Il vicepresidente della Juventus ha anche fatto sperare i tifosi bianconeri riguardo al futuro di Buffon, ancora non del tutto scontato.

BUFFON – “Non ha annunciato che si ritirerà a fine stagione, lo deciderà con il presidente Agnelli. Le prestazioni di Gigi sono comunque sempre grandiose e siamo felici di averlo tra noi. Pallone d’Oro? Fosse per me glielo assegnerei, è un calciatore davvero speciale. Purtroppo non puoi rallentare l’età e Gigi probabilmente non avrà il suo trofeo”.

IL RITIRO – Nedved è tornato a parlare del suo addio al calcio giocato:”Ho dato tutto al calcio. Anche se mi diverto quando indosso gli scarpini e vado a giocare con gli amici, non mi manca molto. Quando ho detto che nel 2009 sarei andato in pensione non è stata una scelta difficile, ma quasi irreversibile. Non volevo giocare per un club più piccolo, ma avrei potuto. C’erano parecchie offerte dalla MLS, ma volevo ritirarmi ancora da protagonista e non sparire lentamente. E spero di esserci riuscito. Ho così tanto lavoro da dirigente che non so da dove iniziare, ma devo ammettere che mi dispiace che la mia carriera sia finita così velocemente”.

I DUE CONNAZIONALI JANKTO E BARAK – “Non bisogna guardare molto lontano, nell’Udinese ci sono Barak e Jankto che stanno andando alla grande. Certo, lì non c’è la pressione che c’è in un grande club, ma mi congratulo per le loro prestazioni. Il mio affetto nei confronti dei calciatori cechi è comprensibile e mi fa piacere quando qualcuno alla Juve dice ‘questo Barak è un ragazzo solido’. L’idea di portare un giocatore ceco nella Juve è sempre in me. Non sto suggerendo nulla ma è chiaro che sia Jankto che Barak possono giocare in Serie A a un livello più altoJankto è veloce, diretto, affamato di vittorie. Di Barak mi colpisce la struttura fisica e l’umiltà, è un giocatore che attacca, difende e percorre molti chilometri a partita. Comunque non lo paragonerei a me stesso, non siamo uguali”.

IL CALCIO ITALIANO – L’Italia fuori dal Mondiale? È un duro colpo. L’Italia è un Paese che ha sempre avuto e sempre avrà calciatori di talento, ma se non si crea un sistema efficiente continuerà a soffrire. Il calcio è di gran lunga lo sport più popolare in Italia e il calcio italiano non ha un presidente della Figc, degli stadi di proprietà, le squadre B. Finora, stiamo cercando un uomo che inizi una nuova era per il calcio italiano, potrebbe essere Damiano Tommasi”.

a cura di Antonio Alicastro