C’era scetticismo e attesa per la prima uscita pubblica di Maurizio Sarri in veste di tecnico della Juventus. Il 60enne originario di Napoli si è presentato quest’oggi nella sala dell’Allianz Stadium dedicata a Gianni e Umberto Agnelli ed ha parlato per un’ora davanti ad una larga platea di giornalisti, con gli occhi puntati di milioni di tifosi. Lo ha fatto sorprendendo anche i più critici supporter bianconeri. Ha chiarito diversi aspetti del suo passato da avversario della Juventus e si è presentato alla prima conferenza visibilmente emozionato, incalzato dalle domande su calciatori, campo, presente e futuro.

LA SCELTA- Sarri ha dovuto subito spiegare la sua scelta e di come, di fronte alla possibilità di tornare in Italia ad allenare la Juventus, la professionalità venga prima di ogni aspetto, soprattutto quello sentimentale nei confronti di una piazza, quella di Napoli, che in questi giorni sembra non aver preso benissimo il suo passaggio all’acerrima rivale: “Ho fatto un’esperienza bellissima perché la Premier è un’esperienza bellissima, ma nella seconda parte di questa esperienza sento il bisogno di tornare in Italia e questa possibilità mi è offerta dalla Juventus, la società più importante d’Italia. Penso sia il coronamento di una carriera lunghissima, penso di aver rispettato tutti, e alla fine dovevo rispettare il mio percorso“.
Un avanzamento di carriera per un tecnico partito dal calcio di categoria, e arrivato alla Vecchia Signora dopo quasi 30 anni di gavetta, 25 dei quali passati nei campionati minori fino alla Serie A con l’Empoli.
Ad averlo colpito non solo il fatto che la dirigenza lo avesse scelto come tecnico per il dopo Allegri, ma anche la determinazione con la quale è stato fortemente voluto: Una società determinatissima, non ho mai visto una società così determinata a prendere un allenatore in 30 anni di panchina. Questo mi ha convinto, vedere una dirigenza così compatta ad andare verso un allenatore. L’atteggiamento di questi dirigenti, accompagnato dal nome che si portavano dietro, di determinazione e compattezza”.

LE IDEE E CR7- Sarri si è soffermato anche su diversi aspetti tecnici e tattici del suo nuovo lavoro in bianconero, compreso il ruolo di alcuni giocatori, tutto affrontato con lucidità e piena consapevolezza nel percorso da tracciare: Non si parte dal modulo. Si deve capire quali giocatori sono adatti, conoscerli, parlarci e intorno ai giocatori più qualitativi costruire intorno il modulo. Ho fatto il 4-3-3, il 4-2-3-1, il 4-3-2-1. Al Chelsea avevo un 4-3-3 diverso da quello del Napoli, dovevo accompagnare le caratteristiche di Hazard. Parliamo dai giocatori che possono fare la differenza, accompagniamoli e cerchiamo di sfruttarli al meglio. Il modulo sarà una conseguenza“.
I giocatori prima di tutto dunque, giocatori importanti come Ronaldo, Dybala, Douglas Costa e Pjanic, sui quali si è soffermato in diversi punti della conferenza. Su CR7 l’allenatore toscano non si è risparmiato ed ha subito descritto un progetto ambizioso da portare a termine col campione portoghese: “Mi sono trovato ad allenare giocatori forti, poi molto forti nel Chelsea, qui c’è un passo avanti e si va al top mondiale. E’ un’emozione, è un ragazzo che ha quasi tutti i record che si possono avere nel calcio mondiale, mi piacerebbe fargliene battere qualcun altro“.

DYBALA E DOUGLAS COSTA- Discorso a parte invece per Dybala e Douglas Costa. I due sudamericani sono da mesi tra i più chiacchierati per quanto riguarda il mercato in uscita, ma Sarri sembra voler tenere la porta aperta ad una loro permanenza: “Bisognerà partire dai talentuosi, CR7, Dybala, Duoglas Costa è un potenziale top player ancora non esploso con continuità, ma bisogna partire da questi giocatori di grande talento e vedere cosa costruirgli intorno. E loro possono darci tanto in fase offensiva e dovremo adeguare la fase difensiva su quello che loro ci daranno. I giocatori che fanno la differenza sono i talentuosi e bisogna partire da loro”.

BERNARDESCHI- Uno dei punti cardine da cui ripartirà la stagione bianconera sarà senza dubbio Federico Bernardechi. Il numero 33 è reduce da una stagione in cui ha fatto sensibili passi avanti non raggiungendo tuttavia la continuità sperata, ma i bagliori del suo talento sono stati accecanti. E Sarri, non è un segreto, ne apprezza il talento: “Berna mi piace, spesi parole belle per lui anche in Fiorentina-Napoli. Ha una qualità tipica dei grandi giocatori: la coordinazione. Mi piace molto, gli manca un po’ di continuità perché lo vedo fare grandi partite e altre in cui può fare qualcosa di più. Secondo me è il momento della sua carriera in cui deve essere specializzato e iniziare a giocare in continuità in un solo ruolo”.

HIGUAIN- Uno degli ultimi argomenti trattati è stato Gonzalo Higuain. Il centravanti ex Napoli farà ufficialmente lo stesso percorso di Sarri il prossimo 1° luglio, ma per lui sarà un ritorno almeno formale. Il tecnico fresco vincitore dell’Europa League vede Higuain come un “figlio”, per questo motivo si potrebbe aprire un piccolo spiraglio per la permanenza a Torino: “Con Gonzalo al momento non ho parlato dopo la festa post finale di Baku. Come ho detto prima dovevo farmi le mie idee sulla Juve e su questo ambiente. Lui è un tesserato della Juventus e quando rientrerà avremo modo di parlarci. Lui per qualità tecnica può giocare con chiunque, non lo vedo un grandissimo problema. Io dicevo che dipende da Gonzalo perché la mia sensazione è che Gonzalo abbia vissuto male il post Juventus e sia uscito un po’ scosso dalla Juventus e abbia fatto una stagione in cui come sempre quando uno subisce un trauma emotivo succede. Se ha una reazione forte ha l’età giusta per fare ancora due o tre anni di grande livello”.

A cura di Stefano F. Utzeri (@utzi_26)