Benedikt Höwedes è ufficialmente un giocatore della Juventus. Il difensore della Deutsche mannschaft si è presentato al popolo bianconero con grande carisma e personalità. Ha messo subito le cose in chiaro con chi già voleva etichettarlo come erede di Bonucci. Höwedes campione del mondo sul campo, sembra cavarsela bene anche con i media.

“Mi considero un leader, sono stato per sei anni capitano dello Schalke, ruolo che avevo avuto anche nella squadra giovanile. Qui però mi devo prima adattare, non penso che sia necessario confrontarmi con Bonucci. Sono un giocatore diverso, con un percorso a parte. Vorrei essere giudicato sulla base delle mie prestazioni”. 

Approccio al mondo bianconero:  “Mi sento benissimo, penso che la Juve sia uno dei cinque club più grandi al mondo. Farne parte è un grande privilegio e onore. Penso di poter passare anni fantastici qui, me li godrò al massimo”. 

Numero 21 una scelta pragmatica: “E’ un numero che qui è stato indossato da grandi nomi, da Thuram a Dybala. Io personalmente non ho alcuna relazione con questo numero, ma era la scelta migliore per me tra quelli rimasti disponibili”. 

Su mister Allegri: “Oggi abbiamo fatto un po’ di test fisici, di base. Non mi sono ancora allenato con la squadra, ma nei prossimi giorni lavorerò con gli altri. Ho avuto un primo colloquio con Allegri e mi ha fatto una splendida impressione”. 

Modelli del passato: “La decisione di venire alla Juve l’ho presa indipendentemente da chi ha giocato qui in passato. Qui hanno giocato tanti grandi tedeschi, da ultimo Sami Khedira. Penso di dover percorrere la mia strada, non ho particolari modelli nel mondo del calcio ma pensiamo anche solo a Buffon, un giocatore dal carisma eccezionale”.

Il suo ruolo: “Mi sono definito come un giocatore molto eclettico. Penso di poter giocare sia in una linea difensiva a 3 che a 4, e anche come terzino. Nel Mondiale ho ricoperto anche il ruolo di esterno sinistro. Gli allenatori con cui ho lavorato hanno apprezzato queste mie qualità”. 

Ossessione Champions: “Nel calcio è necessaria sempre una fetta di fortuna, non posso dire cosa manchi alla Juve per vincere la Champions. Già solo raggiungere due finali in tre anni è un traguardo importante, molte cose sono state fatte nel modo giusto. Prima o poi la Dea della fortuna sarà al fianco dei bianconeri, che alzeranno la Coppa”. 

Torino e le bellezze italiane: “L’Italia è un Paese magnifico, dove noi tedeschi veniamo sempre in ferie molto volentieri. In futuro cercherò di godermi al massimo tutte le possibilità di Torino, per ora ho visto ben poco”.

A cura di Lorenzo Giardini

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