E’ la giornata di Blaise Matuidi. Il centrocampista ex PSG, già in campo nel match di sabato contro il Cagliari, si è presentato al pubblico in conferenza stampa.

“Conoscevo già la Juventus, è una grande società che ha l’abitudine di vincere lo scudetto e andare avanti in Champions – le sue prime parole – Ci sono tanti giocatori importanti che hanno indossato questa maglia. Per me è un grande onore essere qui”.

“E’ una nuova avventura – continua Matuidi – per me è una sfida. La cosa più difficile sarà quella di adattarsi, ma i compagni mi hanno accolto alla grande. Una volta trovata l’intesa anche fuori dal campo sarà più facile farlo anche in campo”.

L’anno scorso eri stato vicinissimo al trasferimento. Perché la trattativa non andò in porto? “Non voglio tornare su quello che è accaduto nel passato. C’erano delle voci, ma la cosa non è andata in porto per varie ragioni. Il PSG non voleva cedermi, ma come si dice, meglio tardi che mai: sono contento di essere qui”.

Il ct Deschamps ti ha parlato della Juventus? “Certamente. Mi ha parlato del club, avevo necessità di ricevere delle informazioni nonostante avessi già deciso. Mi ha parlato bene della Juventus. Il numero 14? Mi accompagna da tanti anni: è quello che portava anche Didier”.

Il centrocampista francese poi si sofferma sulla questione tattica: “Centrocampo a due o a tre? Indifferente: nella Francia gioco a due, con i club ho giocato a tre. Le due posizioni vanno entrambe bene, deciderà l’allenatore”.

Pentito di aver lasciato il PSG dopo l’affare Neymar? “No, sono onorato di essere qui e darò il massimo”, risponde Matuidi, che continua la tradizione “dei francesi” alla Juventus: “Non è un caso che i miei precedessori abbiano dato il meglio qui: è un ottimo auspicio”.

In tutta sincerità, sei venuto qui per vincere la Champions? “L’ambizione è quella di vincere tutto, anche se non è facile come dirlo. Nel calcio può accadere di tutto, ma l’importante è sempre quello di dare tutto in campo. Tutti sognano di vincere la Champions, ma serve tanto lavoro perché ci sono tante grandi squadre”.

Secondo Dani Alves, la Juventus è meno organizzata e poco precisa rispetto al PSG. Ma Matuidi ribatte: “A me onestamente aveva detto ottime cose sul club. E come vi ho già detto, sono molto onorato di far parte di questa famiglia”.

A 30 anni non hai mai giocato all’estero e questa sarà la tua prima esperienza. Può rappresentare un problema? “No, evidentemente faceva parte del mio destino. Non penso che la cosa mi causerà dei problemi, credo che mi adatterò velocemente qui anche a livello di lingua”. E per confermare la sua carica, arriva un bel “Grazie, forza Juve” a conclusione della conferenza stampa.

di Antonio Alicastro