Il presidente ieri alla Continassa per incontrare staff tecnico e giocatori: infortuni, stanchezza fisica ed errori individuali. Così non va…

I tre punti conquistati all’Olimpico avevano momentaneamente spazzato via i settanta minuti giocati sotto ritmo e con evidenti difficoltà. Ma la stessa Juventus (anzi peggio) si è rivista mercoledì sera in Coppa Italia, ed a venti giorni dal big match contro l’Atletico Madrid è lecito interrogarsi sui motivi. Il primo a farlo è stato il presidente Andrea Agnelli che ieri ha varcato i cancelli della Continassa di buon mattino per parlare con la squadra: ad onor del vero lo fa abitualmente, ma questa volta non si è limitato ad un semplice saluto. Il primo tifoso bianconero si è confrontato soprattutto con lo staff tecnico ed ha invitato i presenti a lasciarsi subito alle spalle la pesante sconfitta per riprendere il cammino vincente in campionato.

La Juventus di Bergamo era visibilmente non in condizione fisica: tanti, troppi duelli persi in mezzo al campo e sempre in ritardo sulle seconde palle. Richiamo della preparazione? Con ogni probabilità sì. Già nel post Lazio-Juve, il capitano Chiellini aveva raccontato ai microfoni che in settimana gli allenamenti erano stati molto pesanti ed il passo lento dei giocatori più fisici (ad esempio Khedira) ne è la dimostrazione. Ad ogni modo non si può parlare di tempismo sbagliato, dato che lo staff punta ad avere la squadra pronta per l’appuntamento decisivo di Champions League. Forse anche Allegri era consapevole che qualcosa in questo periodo sarebbe andato storto, ma di certo non poteva aspettarsi l’uscita anticipata dalla Coppa Italia.

Gli infortuni e gli errori tecnici iniziano ad essere troppi ed irrimediabilmente decisivi. Premettendo che il centrocampo è stato il reparto più bersagliato dai problemi fisici, la Juventus fatica quando manca il suo ideatore del gioco: Pjanic. In cabina di regia non c’è il sostituto naturale del bosniaco, e sia Emre Can contro la Lazio (spostato nel corso della partita a fare la mezz’ala) sia Bentancur l’altra sera non sono riusciti a raccoglierne il testimone. Infine la prestazione da non ripetere di Cancelo. Se prima dell’infortunio aveva dimostrato grande affidabilità in fase difensiva, nell’ultima partita da questo punto di vista ha fatto un bel passo indietro. La voglia di strafare e di superare il fastidioso pressing avversario con la giocata individuale si è rivelata fatale. Capire il momento della partita spesso e volentieri gioverebbe.

Antonio Alicastro