C’è chi va e c’è chi viene. Nel calcio però c’è chi molto spesso parte e c’è chi, qualche volta, si prepara a tornare. Potrebbe essere proprio quest’ultimo il caso di Alvaro Morata che, dopo aver lasciato a malincuore la Juventus nel giugno 2016 rischia di tornare due anni più tardi all’ombra della Mole, con un bagaglio di esperienza arricchitosi grazie all’avventura bis nel Real Madrid e a quella attuale nel Chelsea.

Classe ’92, prima punta, ma soprattutto negli ultimi anni grande viaggiatore. Dopo essere cresciuto nella Cantera madrilena, l’attaccante spagnolo ha certificato la sua crescita proprio a Torino dove nell’arco di due stagioni ha vinto da protagonista due campionati (2015 e 2016), due coppe Italia (2015 e 2016: proprio nella finale di quest’ultima, ha realizzato il gol decisivo contro il Milan n.d.r.) e una Supercoppa italiana (2015). Uomo decisivo per la prima Juve di Massimiliano Allegri, Alvaro ha trascinato i bianconeri alla conquista della finale di Champions League nel 2015: grazie a 5 gol siglati in 12 presenze europee è riuscito a ritagliarsi uno spazio sempre più importante.

Il ritorno a Madrid, però, non è stato quello auspicato e lo spagnolo non è mai stato in grado di guadagnarsi i galloni da titolare preceduto nelle gerarchie da un Cristiano Ronaldo arrivato a cifre vertiginose e da un Benzema sempre più garanzia per i Blancos. Ecco allora il passaggio Oltremanica dove si accasa al Chelsea per 58 milioni di sterline. L’inizio è da incubo: nella prima partita con la maglia dei Blues, Morata sbaglia dal dischetto in occasione del Community Shield, consegnando di fatto il trofeo all’Arsenal di Wenger. La crescita tuttavia è costante e grazie soprattutto all’intesa con il compagno di squadra e di Nazionale César Azpilicueta (7 volte Alvaro ha trovato la via del gol grazie agli assist del terzino destro n.d.r.) ha risollevato parzialmente le sorti di una stagione mai decollata: Conte, infatti, lo impiega spesso a partita in corso e con l’arrivo di Olivier Giroud durante la sessione invernale di mercato i margini per partire titolare si sono ridotti ulteriormente.

L’idea di tornare in quella che Alvaro stesso ha sempre definito come “una seconda casa” potrebbe quindi farsi concreta. Anche perché la Juventus ha in mente un piccolo restyling della rosa che inficerebbe anche sul reparto offensivo: in tal senso il nome in uscita è quello di Mario Mandzukic. L’avventura bianconera dell’attaccante croato potrebbe essere arrivata al capolinea: a gennaio ha ricevuto offerte dalla Cina che sono state scartate. Ma anche in Europa stanno raddrizzando le antenne e tentativi di approccio da Inghilterra e Germania pare siano già stati fatti. L’attaccante, impiegato nelle partite che veramente contano dove si è sempre fatto trovare più che pronto anche in un ruolo che non è il suo, vorrebbe naturalmente più spazio.

Mario Mandzukic, 31, di recente protagonista a Madrid. Grazie alla sua doppietta i bianconeri hanno quasi compiuto l’impresa.

Per il mercato bianconero in entrata va considerato però anche il nome di Anthony Martial, il gioiellino francese del Manchester United da tempo nel mirino di Marotta e Paratici. La successione al trono croato dunque potrebbe essere figlia di un testa a testa tra l’usato sicuro, conoscitore della mentalità juventina vincente e sportivamente ‘aggressiva’, e l’incertezza di un giocatore giovane ma facilmente adattabile al nostro campionato dove potrebbe spaccare le difese avversarie con il suo dinamismo e la rapidità dei suoi movimenti.

Anthony Martial, 22, al Manchester United dal 2015. L’attaccante francese potrebbe sostituire Mandzukic nell’attacco bianconero.

Alessandro Badalin