Federico Bernardeschi è stato l’acquisto più oneroso della campagna acquisti estiva della Juve: 40 sono stati i milioni che la società bianconera ha sborsato alla Fiorentina, consapevole però di puntare su uno dei talenti italiani emergenti. Il carrarese non è ancora riuscito a conquistare il posto da titolare: molti spezzoni finali di partita e solamente quattro presenze dal primo minuto. Tre gol in campionato e uno in Champions, però, sono un discreto bottino e i margini di miglioramento sono grandissimi.

A Sky Sport Berna ha rilasciato un’interessante intervista facendo il punto della situazione su questa prima parte della sua nuova avventura. I risultati a suo dire dimostrano una crescita quotidiana fatta di grande personalità:

Io ho sempre detto fin dall’inizio che l’obiettivo era lavorare tanto, con umiltà e sacrificio, facendo ogni giorno qualche piccolo passo in avanti. Questo è l’obiettivo e per adesso ci sto riuscendo. Adesso ci sono altri sei mesi da fare alla grande per cercare di conquistare gli obiettivi prefissati“.

Tre stagioni in crescendo nel capoluogo toscano. Poi ecco la chiamata dei campioni d’Italia che non ha esitato ad accettare: “Io parlo dal mio punto di vista, dal punto di vista personale: non ho mai avuto dubbi. Quando le due società si sono sentite e mi hanno comunicato la volontà da parte della Juventus, io ho detto subito sì senza alcun problema. Perché ognuno è fatto alla propria maniera e ognuno deve prendere le decisioni migliori per se stesso. Secondo me la decisione migliore per me stesso, per la mia carriera, per il mio futuro, era qui“.

L’intervista poi si sposta sul futuro, al quale guardare non tanto in termini esclusivamente numerici. Qual è allora l’obiettivo finale di Federico? “L’obiettivo mio è di crescere, migliorare e farmi apprezzare sempre di più: è questo l’obiettivo che ho e che voglio provare a raggiungere da qui alla fine dell’anno. Ognuno deve cercare sempre ogni settimana di ritagliarsi lo spazio che poi il mister ti dà. E’ normale che ci sono periodi in cui giochi poco e altri in cui giochi di più in una grande squadra. Poi al primo anno credo che sia un po’ normale, credo che sia un processo di crescita che devi affrontare. Ovviamente con le assenze (soprattutto di Dybala e Cuadrado n.d.r.) ci sarà più spazio e mi dovrò far trovare pronto come sempre “.

Interpellato sul momento poco prolifico di Higuain, l’attaccante classe ’94 non fa assolutamente drammi: “Il Pipa è serenissimo, tranquillissimo. L’anno scorso lo guardavo dall’esterno e vedevo che lavorava meno e segnava di più, ma quest’anno gli sono vicino e vedo il lavoro sporco che sta facendo per il bene della squadra. Non gli puoi rimproverare niente, corre e si sbatte per tutti. Quindi è normale poi ci sono periodi dove non si segna per qualche partita. Un attaccante lo sa, soprattutto lui, deve solamente stare sereno“.

Federico Bernardeschi e Gonzalo Higuain scherzano durante una seduta di allenamento a Vinovo.

E chissà che possa essere proprio il contributo del Berna a far ritrovare al Pipita la via del gol. Quale ruolo però può essere il più adatto? “A me piace giocare a calcio, quindi dove il mister crede. Non è un problema per me. A me un giorno piacerebbe fare il trequartista moderno. Però un giocatore moderno deve avere la capacità di adattarsi a una squadra e non viceversa come succedeva una volta. Adesso è il giocatore che si deve adattare alla squadra in cui gioca. Più ruoli sai interpretare secondo me e meglio è“.

Inevitabile infine la domanda sulla corsa al titolo: “Per adesso sembra una sfida tra noi e il Napoli: è una corsa a due, ma il calcio è strano e il campionato è lungo. Vedremo più avanti, ma credo che saremo noi e loro a lottare per il titolo“.

Alessandro Badalin