Questa sera sarà lo snodo della stagione per i bianconeri che potranno contare sul rientro di Higuain

Ebbene sì. E’ arrivato il giorno di Tottenham-Juventus, la “prova del nove” che gli uomini di Massimiliano Allegri non possono sbagliare. Non può interrompersi qui il cammino in Champions League della Juve. Non nel tempio di Wembley, contro un avversario che non è il Barcellona, il Bayern Monaco ed il Real Madrid, le uniche squadre contro cui il tecnico bianconero ha avuto la peggio. Non con il Dybala dell’Olimpico e neppure con Higuain preservato per questa “partitissima”. Il risultato dell’andata (2-2), statisticamente, lascia ben pochi margini e gli Spurs non hanno ancora perso in Champions. Ma la Juve può farcela, ha dei buoni motivi per riconfermarsi “grande tra le grandi”.

DEBOLI IN DIFESA – Il Tottenham sa attaccare, ma non proteggersi. Concede ampi spazi perché è nel suo Dna, perché il punto forte è l’attacco. I ragazzi di Pochettino non giocano senza criterio, ma spesso e volentieri lasciano indifesi i centrali. Certo è che andare subito all’assalto della difesa inglese per la Juve sarebbe un errore: per un tempo meglio giocare in ripartenza, sia Douglas Costa che Dybala potrebbero risultare decisivi.

HIGUAIN E DYBALA – Allegri dovrà decidere se giocare con il 4-3-3 (in realtà 4-3-2-1) oppure con il 4-4-2, ma più che il modulo saranno i giocatori a fare la differenza. Dybala, pienamente recuperato, avrà dalla sua spazi che l’Italia difficilmente gli concede, in modo tale da sfruttare l’agilità oppure l’intesa con il Pipita. Sì, il Pipita. Proprio quest’ultimo dovrà caricarsi l’attacco sulle spalle dopo il forfait di Mandzukic ed il rigore fallito all’andata. Pur non essendo al 100%, l’argentino sarà chiamato a fare da supporto alla squadra spaziando negli ultimi 30 metri, cosa che sa fare benissimo.

ATTEGGIAMENTO – La Juve non è sembrata al massimo di recente, la tendenza ad arretrare il baricentro, a rallentare il ritmo, a fare un possesso palla il più delle volte sterile. Perciò, i bianconeri dovranno “aspettare l’avversario”, perché il Tottenham è abituato a tutt’altri ritmi. Eriksen, Dembélé, Son e Alli fanno circolare la palla veloce e imprevedibile, Kane è il terminale offensivo su cui puntare non solo in area di rigore. Delle inglesi, il Tottenham è quello che corre di più ed all’andata lo si è visto. Dunque, assumere quell’atteggiamento da provinciale che tante volte ha portato i suoi frutti e colpire al momento giusto questa sera potrebbe fare al caso.

FASE DIFENSIVA – A proteggere la porta di Buffon agiranno Benatia e Chiellini, i pilastri della miglior difesa della Serie A (15 reti subite ed ancora nessuna nel 2018). E, se all’andata al Tottenham è bastato poco per abbattere il muro difensivo, questa volta a sostenerlo ci sarà anche Matuidi. E’ pur vero che in questa circostanza la Juve ne guadagna uno e ne perde un altro (Mandzukic), ma la fisicità e l’attitudine a rubar palloni del francese all’andata non c’erano. Forse è proprio questo l’elemento che potrebbe fare la differenza, insieme alla capacità di non buttare via il pallone.

OSSESSIONE CHAMPIONS – La spiacevole litania recita due finali perse in tre anni. Marcello Lippi ne perse tre di fila su quattro, compresa la Coppa Uefa. Giovanni Trapattoni ne vinse due su tre tra l’83 e l’85. Massimiliano Allegri sta dimostrando di giocare meglio in trasferta: 3-0 Borussia, 1-1 Madrid, 2-0 Monaco, 2-4 col Bayern, etc. Tutte sfide che hanno fatto capire all’intero ambiente che un altro limite era stato superato. D’altronde pochi hanno maturità e consapevolezza della Juve, ciò fa essere ottimisti.

a cura di Antonio Alicastro