Solo 0-0. La partita che avrebbe dovuto matematicamente regalare alla Juve il passaggio della fase a gironi con ben tre giornate di anticipo finisce con un altro pareggio senza gol, come domenica sera a San Siro. Per carità, nulla è compromesso, gli ottavi arriveranno comunque e i bianconeri hanno oggettivamente meritato. Eppure i fatti dicono che a Torino non si vince più.

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La Juve 2.0 disegnata da Marotta e Agnelli in estate fatica ancora a prendere forma. Per Dybala sono stati spesi ben 40 milioni, ma l’argentino gioca davvero poco, tanto che Zamparini oggi ha tuonato contro i bianconeri, riferendo di aver detto al giocatore di chiedere di essere ceduto per il suo bene. Alex Sandro invece di milioni ne è costati 26 e anche su di lui il discorso è lo stesso: pochi minuti nelle gambe e prestazioni ben al di sotto delle aspettative (era venuto per sostituire Evra…).

Della pesante assenza di tre pilastri come Pirlo, Tevez e Vidal si è parlato anche troppo. Poche parole invece sono state spese sulla sterilità dei nuovi acquisti. Per Alex Sandro solo 3 presenze, per Dybala sono 11, ma se guardiamo ai minuti giocati tra Inter e Borussia arriviamo appena a 21 (9 e 12). Che gli inserimenti di Vidal, le giocate di Pirlo e i gol di Tevez fossero difficilmente sostituibili era pronosticabile. I nuovi non hanno ancora le qualità per sostituirli appieno, e in un periodo di vacche magre è più che mai evidente. Se aggiungiamo anche un opaco Pogba, che con la 10 doveva essere il nuovo leader, spieghiamo con buona approssimazione la crisi juventina di questo inizio di stagione.

Eppure l’esperienza non manca. Il sostituto naturale di Tevez è Mario Mandzukic, diversissimo per caratteristiche ma dotato di un’ottima e costante capacità realizzativa sia con il Bayern che con l’Atletico. E qui arriviamo all’altro grande problema: i gol. Se Mario è ancora in rodaggio, Dybala gioca poco e Zaza è troppo incostante, chi rimane? Morata. Ma da solo non può naturalmente garantire la pioggia di reti a cui sono abituati i supporter bianconeri. Forse le aspettative su Mandzukic erano troppo alte, ma 2 gol in 8 presenze e 0 in campionato non sono sicuramente sufficienti.

Le note positive, le certezze a cui Allegri si è affidato e continuerà ancora ad affidarsi, sono i veterani. La difesa, guarda caso l’unico reparto non toccato dalla rivoluzione di luglio-agosto, ha subito meno tiri di tutti nelle prime tre giornate di Champions e contribuisce a rendere imbattuta la Juventus in Europa da 11 match. Se anche non bastasse, dietro c’è un monumento come Buffon, che ieri è diventato il giocatore con più minuti in assoluto in bianconero (48.885). Insomma, meglio il passato prossimo del presente.