Non è mai banale Alessandro Del Piero, indimenticato ed indimenticabile numero 10 e capitano della Juventus per tantissimo tempo. Figura importante anche dopo il suo addio, avvenimento ricordato nella giornata di ieri e consumatosi esattamente 7 anni fa, l’attuale opinionista di Sky Sport ha mai fatto mistero del suo attaccamento al bianconero e che non si risparmia dal dispensare, seppur con tutta la discrezione e l’eleganza che l’ha da sempre contraddistinto, preziosi consigli.

«Se nonostante lo scudetto pensiamo che la stagione sia deludente – afferma Del Piero in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello Sport –  allora siamo fuori dal mondo. Non è accettabile che uscire dalla Champions ai quarti cambi radicalmente il giudizio. La stagione è più che buona. L’uscita dalla Champions ai quarti ovviamente è una delusione. Il rammarico più grande è non aver mostrato contro l’Ajax il potenziale visto nel ritorno con l’Atletico».
Restando in argomento europeo, Alex ha chiara l’idea di gioco necessaria per far sì che quel trofeo non resti solo un sogno nel cassetto: «Questa Champions insegna anche che la gestione del risultato sta diventando un eccesso da superare, ha vinto chi ha giocato sempre come se si stesse 0-0. Oggi dobbiamo chiederci cosa significa giocare bene e soprattutto a che velocità e intensità si debba andare per farlo. In Europa ho visto prestazioni tecniche, fisiche ed agonistiche a livelli impensabili».

Nonostante il rammarico per non aver visto la sua ex squadra approdare almeno alle semifinali, per ADP la storia di Allegri alla Juventus è ancora tutta da discutere, probabilmente da proseguire se vi è comunione di vedute: «Gli allenatori non hanno una data di scadenza, tutto dipende dalla sintonia con il club su programmi e obiettivi. Se c’è, allora non sarebbe giusto chiudere con Allegri». Allo stesso tempo, Pinturicchio, forte della conoscenza minuziosa dell’ambiente bianconero, non mostra alcun dubbio nel rimandare al mittente la notizia che vorrebbe per la seconda volta Antonio Conte in panchina: «Sarei stupito di assistere ad un suo ritorno. In ogni modo, io mi auguro di rivederlo nel campionato italiano perchè il calcio ha bisogno di un grande personaggio come lui».

Infine, una riflessione non da poco conto su colui che indossa la maglia che fu sua, quella numero 10 bianconera che si desidera sin dal bambini e che da adulti rappresenta un onore, ma anche un grande onere: «Credo che valutare Dybala sulla base di questa stagione sia un errore. Non credo che il problema sia la convivenza con Ronaldo, ma più in generale un discorso di inserimento nelle dinamiche della squadra. E forse anche di testa e di fiducia, da recuperare».

a cura di E.Menegatti (@44gattdernesto)