La storia di Adrien Rabiot e della Juventus, con Fabio Paratici nel ruolo di attore principale, è quella di un lungo corteggiamento, di una folgorazione che non poteva avere un epilogo diverso da quello che si è appena consumato, col francesino che, dopo aver fatto il suo approdo all’aeroporto di Caselle nella giornata di ieri e aver regolarmente svolto i controlli medici di rito odierni, si appresta a legarsi ai bianconeri per i prossimi anni. Un contratto remunerativo, che va a superare i 7 milioni grazie ai bonus chiesti e ottenuti dalla madre/agente Veronique, alla quale andrà anche un riconoscimento importante per esser riuscita a far evadere il giovane mediano dalla prigione dorata dello sceicco Al Khelaifi.

Il giovane Adrien nasce non molto distante da Parigi, precisamente a Saint-Maurice, il 3 aprile del 1995 e sin da subito, complice la grande passione del padre Michel Provost (che avrà grande importanza nella crescita calcistica e non solo di Rabiot), capisce che il suo futuro sarà sul prato verde a rincorrere un pallone. Tira i primi calci nelle giovanili dell’US Créteil-Lusitanos, dove, a parte una breve parentesi nell’Alfortville, rimane sino al 2009, anno in cui viene notato e convocato dal Manchester City; il club inglese gli propone 6 anni di contratto e la promessa del passaggio automatico allo status di professionista appena possibile in base all’età. L’avventura del francese a Manchester però termina nel giro di 6 mesi, per via di fattori extra-calcistici che fecero infuriare Veronique: “Non hanno rispettato gli accordi!”.

Così, tornato in Francia, dopo un paio d’anni tra il Pau FC e il centro di formazione federale di Castelmaurou, viene notato dagli osservatori del PSG, che nella stagione 2010/11 lo riportano di fatto a casa. Da qui in poi comincia l’ascesa del giovane Rabiot, fino a culminare nel 2012 col primo contratto professionistico e l’esordio con i “grandi”, sotto lo sguardo attento di Carlo Ancelotti

Il centrocampista, nonostante la giovane età, è stato costretto a sviluppare un carattere duro anche a causa della patologia che ha colpito padre (recentemente scomparso), al quale Adrien è stato sempre particolarmente legato. Nel 2007, proprio in occasione di una partita di Rabiot, il padre Michel fu coinvolto in un incidente automobilistico che ebbe terribili conseguenze, quali l’insorgenza della sindrome “locked-in”, rara malattia neurologica che impedisce al paziente il movimento, se non quello delle palpebre.

Da lì il ricovero in ospedale ad Auxerre, le corse tra gli allenamenti e le partite per una visita e l’accentuazione del rapporto, quasi al limite dell’ossessione, tra madre e figlio, che portò Veronique a divenire un’ingombrante presenza al fianco di Adrien. “Se uno non vive una situazione come questa in prima persona – affermò in un’intervista del tempo Rabiot – non può rendersi conto veramente di quanto sia dura. Dal giorno del suo incidente, tutte le volte che scendo in campo lotto anche per mio padre. Quando gli ho detto che stavo diventando un professionista, ho capito dai suoi occhi che era orgoglioso”.

Così, dopo 7 anni al PSG e una breve parentesi di 6 mesi al Tolosa nella stagione 2013/14, tra prestazioni pregevoli, litigi con compagni di squadra alquanto celebri e invettive di Veronique rivolte alla dirigenza parigina, Adrien Rabiot è pronto a muovere i suoi primi passi alla Juventus, agli ordini di Maurizio Sarri, a partire proprio dalla conferenza di presentazione ufficiale che avrà luogo domani alle ore 11.

a cura di E.Menegatti (@44gattdernesto)