Il capitano della Juventus Giorgio Chiellini ha concesso una lunga intervista a Prosto w Szczenę, un talk show polacco in cui il suo compagno di squadra Wojciech Szczesny e il ciclista Łukasz Wiśniowski si confrontano e discutono con altri calciatori. Il difensore bianconero, difatti, è stato il terzo ospite dopo l’attaccante del Napoli Arkadiusz Milik e dopo Grzegorz Krychowiak, centrocampista di proprietà del PSG e in prestito alla Lokomotiv Mosca.

Dopo aver scherzato sul nome del portiere bianconero (“All’inizio non era facile scriverlo, con tutte quelle zeta.. ora ho imparato..”), Chiellini ha detto la sua sul paragone proprio tra Szczesny e Gigi Buffon, che gli ha lasciato il posto tra i pali dopo 17 anni di Juve: “Tutti i portieri sono diversi, Gigi è unico per certi aspetti e Wojciech è diverso. All’inizio, quando vedevo Tek come avversario, era sempre serio, non parlava molto. Siamo andati a cena insieme la prima settimana dopo il suo arrivo a Torino ed è un’altra persona, chiacchiera e sorride sempre”.

Ancora su Buffon, il difensore ha aggiunto: “Cannavaro diceva che Gigi urlava continuamente durante le partite. In Nazionale era peggio, era sempre più teso con l’Italia. Abbiamo bisogno di un giocatore alle nostre spalle che ci aiuta così, il portiere non è importante soltanto per le parate, ma anche per le parole”.

Da Buffon ha ereditato la fascia di capitano e il ruolo di leader dello spogliatoio. Una leadership che secondo il numero 3 bianconero “è qualcosa di naturale. Lippi mi disse che i fuoriclasse sono quelli che aiutano i compagni a innalzare il proprio livello. Ed è vero, basti guardare i vari Cannavaro, Pirlo e Buffon. Il segreto della loro carriera è stato sempre nell’aiutare i compagni e le rispettive squadre”.

Chiellini ha poi parlato di sè e del suo atteggiamento in campo: In campo sono più aggressivo? Devo farlo, è naturale. Ora però sono più calmo di quando ero giovane. Cerco sempre di prendere esempio dai migliori, dai compagni e dagli allenatori. Riguardo sempre le partite e studio come prevenire le situazioni di pericolo, ogni errore che faccio è una lezione per me.”

Al termine della sfida in casa del Manchester United, Mourinho disse che lui e Bonucci potrebbero tenere una lezione ad Harvard sulla fase difensiva. Chiellini ammette che andrebbe volentieri, ma per altri motivi: “Ad Harvard mi piacerebbe andarci per un master in economia, non per tenere una lezione sulla difesa…”

Col ritorno di Bonucci in bianconero, si è ricomposta la BBC, protagonista dei primi anni del ciclo vincente della Juventus: “Con Leo e Barzagli siamo complementari. Adesso giochiamo di meno, ma quando giocavamo a tre eravamo perfetti, o quasi. Vincevamo, ci muovevamo nella maniera ideale, non avevo bisogno di vedere Leo o Andrea, sapevo le loro migliori qualità e i loro punti deboli“.

Il capitano bianconero è tornato sulla sua famosa dichiarazione sul guardiolismo, che secondo lui avrebbe rovinato una generazione di difensori: “Il guardiolismo ha cambiato il modo di intendere il calcio. È importante mantenere la nostra identità, siamo italiani, non spagnoli. Bisogna migliorare, mantenendo però le nostre caratteristiche. Da cinque/dieci anni in Italia non abbiamo difensori di livello internazionale, non è normale. Prima vedevi i difensori italiani come Gentile, Scirea, Bergomi, Baresi, Maldini, Costacurta, Cannavaro, Nesta, Materazzi, poi nella mia generazione ci sono Barzagli e Chiellini, Bonucci di 3 anni più giovane, e poi quasi dieci anni di niente. Ci sono Romagnoli, Rugani, Caldara che però sono nati nel ’94-’95”.

Chiellini ha, infine, ricordato l’episodio del morso di Suarez durante i Mondiali in Brasile del 2014: Non mi arrabbiai tanto per il morso, ma per la mancata espulsione. Era una partita importante, in 10 non avrebbero vinto quella partita.”

a cura di Marco Mincione (Twitter: @Mincix91)