Tutto ha inizio qui, il 9 settembre del 2006, allo stadio Romeo Neri di Rimini. Andava in scena qualcosa di surreale: la Juventus pareggiava 1-1 con i padroni di casa all’esordio del campionato di Serie B. Sono passati poco meno 12 anni, sono cambiati i volti, sono cambiate molte cose e, come abbiamo raccontato ieri, la Juve ha ufficializzato l’acquisto del giocatore più forte del mondo: Cristiano Ronaldo.

Chi lo avrebbe immaginato quel 9 settembre? Nessuno. Chi lo avrebbe immaginato anche solo 10 giorni fa? Nessuno. Eppure è successo, è stato fatto un qualcosa che va al di là di un semplice acquisto, è stato fatto un passo enorme che proietta la Juventus nell’olimpo del calcio europeo.

Questo è solo l’ultimo passo di un percorso partito proprio da quel Rimini-Juventus 1-1, da quell’anno di inferno conclusosi con il ritorno in Serie A e con l’inizio della rinascita. Era impensabile tornare in vetta sin da subito, contro un Inter che dettava legge e che è arrivata persino sul tetto d’Europa, 3 anni dopo il Milan, ma la Juve si è da subito agganciata ai primi posti, prima seconda, poi terza, poi il crollo, i due settimi posti, allenatori inadeguati, campagne acquisti confusionarie e non all’altezza.

La strada verso la riconquista di spessore, di trofei sembrava più lontana del previsto ma la svolta era dietro l’angolo. Nel 2010 ha inizio l’era Agnelli che, dopo il secondo settimo posto di fila, affida la gestione del mercato al duo ex Samp Marotta e Paratici la panchina ad uno juventino vero, Antonio Conte, nell’anno (il 2011) in cui la Juventus iniziava a giocare nella sua nuova casa: lo Juventus Stadium.

Pronti, via: Conte si aggiudica subito lo scudetto contro il Milan di Allegri ed Ibra da imbattuto, vince anche l’anno successivo e quello dopo ancora (con record di punti), arrivano in bianconero finalmente giocatori di livello come Pirlo, Tevez, Llorente e giocatori che col bianconero addosso sono esplosi come Vidal e Pogba. La Juve pian piano riacquista appeal, lo Stadium è sempre sold out, manca solo la svolta europea. Svolta che arriva a partire da luglio 2014, dall’addio di Conte al secondo giorno di ritiro perché ‘con 10 euro non ci si può sedere al ristorante da 100 euro‘ all’arrivo con fischi e insulti di Max Allegri.

Il tifo bianconero è nel panico, sembrava impossibile ripetere quanto fatto negli ultimi 3 anni. Sembrava, ma il ciclo era solo all’inizio: con Allegri in panchina la Juve vince 4 campionati e 4 Coppe Italia di fila, 1 Supercoppa Italiana, va in finale di Champions 2 volte e 2 volte è stata eliminata nei minuti finali negli ottavi dal Bayern Monaco e, qualche mese fa, dal Real Madrid (campione d’Europa) dopo aver vinto 1-3 al Bernabeu.

La crescita della società, della squadra è esponenziale: sul mercato la Juventus inizia ad acquisire una certa potenza, potenza che non si vedeva dai primi anni 2000, potenza che si manifesta con un acquisto su tutti: quello di Gonzalo Higuain per oltre 90 milioni di euro dal Napoli. Un acquisto destinato, però, ad essere oscurato dal colpo di mercato definito nella giornata di ieri, che risponde al nome di Cristiano Ronaldo.

Un colpo che sa di dimostrazione di forza, un colpo che porterà dei benefici non solo alla Juventus ma a tutto il calcio italiano, che quest’anno fino a pochi giorni fa non sapeva nemmeno su che piattaforma sarebbe stato trasmesso il campionato e che ha venduto i diritti con un’asta al ribasso. Un colpo che avvicina la società di Agnelli ai top club europei e che sicuramente aumenterà le possibilità dei bianconeri di conquistare quella Champions sfumata troppe volte e che manca dal 1996.

L’acquisto di CR7 non darà sicuramente il successo matematico, il calcio non è una scienza esatta. E la società lo sa bene, sa bene che si è passati dai rifiuti di Di Natale e Berbatov, dalla Serie B, dai settimi posti al giocatore più forte del mondo, ai 7 campionati consecutivi vinti, ad uno stadio di proprietà, un logo nuovo e ad un’area, la Continassa, appena presentata che con centro allenamento, hotel brandizzato, sede della società e quant’altro rappresenta l’avanguardia, qualcosa che in Italia non esiste da nessun’altra parte e che nel mondo esiste in pochissime realtà.

Perché, attualmente, la Juve è questo: è l’avanguardia nel calcio italiano, e il mondo bianconero non può che sorridere riguardando quella foto di 12 anni fa, rendendosi conto (anche se è molto difficile visto l’entusiasmo) di dove si è arrivati, godendosi CR7 e stando tranquilli perché si sono poste le basi per un’ulteriore, inarrestabile, crescita e per futuro che si prospetta davvero molto interessante.

a cura di Marco Mincione (Twitter: @Mincix91)