E’ ancora fresco il ricordo della splendida serata trascorsa martedì scorso, quando Cristiano, a suon di gol, è riuscito a regalare la qualificazione ai quarti di finale di Champions League alla Juventus. Una prestazione strepitosa, l’ottava tripletta nella massima competizione europea che conferisce al fuoriclasse portoghese il simpatico nomignolo di “Re di Coppa”.

Un dato di fatto, confermato ancora una volta a spese dell’Atletico Madrid, squadra a cui CR7 ha sempre riservato un “trattamento particolare” di certo non estremamente gradito dai Colchoneros. Esibizione di forza, classe e mentalità vincente che ha portato l’agente del portoghese ad esprimere ancora una volta parole importanti nei confronti del suo assistito: “Cristiano è un extraterrestre – afferma Jorge Mendes in un’intervista rilasciata alla Gazzetta dello SportE’ il miglior giocatore della storia del calcio e martedì sera l’ha dimostrato. E’ stato epico, mitico, divino”.

La volontà di Ronaldo, subito resa nota sin dalla prima conferenza di presentazione in bianconero, era quella di allontanarsi dalla sua “comfort zone” e di affrontare nuove sfide, confermandosi anche lontano dalla Spagna un’autentica stella in grado di far sentire costantemente il suo peso specifico: “Cristiano ha fatto la differenza in Inghilterra, scrivendo la storia del Manchester United – prosegue Jorge Mendes – A Madrid è diventato il miglior giocatore di sempre del Real, che senza di lui non avrebbe vinto così tanto. E’ stato il protagonista delle quattro Champions League. Ora sono sicuro che farà la differenza anche in Italia. Sì, farà la storia della Juve”.

Ed effettivamente ricordare un calciatore così dominante alla sua età (34 anni compiuti lo scorso febbraio) è impresa a dir poco ardua. Oltre alle doti tecniche, che per via di cose non possono essere acquisite ma solo migliorate, fa specie la fisicità di Cristiano, caratteristica coltivata nel tempo seguendo uno stile di vita impeccabile ed un comportamento da professionista esemplare, da atleta a 360° che ha colpito persino uno stakanovista come Pavel Nedved.

a cura di E.Menegatti (@44gattdernesto)