I problemi del calcio cinese, spiegati da un uomo d’affari. Jack Ma, 55 anni, fondatore ed ex presidente di Alibaba e uomo più ricco della Cina, ha parlato al Forum for World Education dell’OCSE della situazione del mondo del pallone nel suo Paese. E ci sono buoni motivi, secondo lui, per cui il Dragone è ancora anni luce indietro rispetto all’Europa.

I motivi del ritardo della Cina nel calcio secondo Ma sono tre e riguardano soprattutto la cultura sportiva del Paese. Primo: la Cina fa meglio in sport singoli o, al massimo, con una rete che separi le squadre. In effetti la Cina è sempre in altissimo nei medaglieri olimpici (nel 2016 a Rio de Janeiro fu terza con 26 ori, 18 argenti e 26 bronzi), ma quasi mai in sport di squadra. L’eccezione, appunto, è la pallavolo. La nazionale femminile ha ottenuto tre ori olimpici (1984, 2004 e 2016) e 5 Mondiali (1981, 1985, 2003, 2015 e 2019). Non così gli omologhi maschi, al massimo quinti nei Giochi di casa nel 2008 e in due edizioni dei Mondiali.
Secondo: i genitori cinesi vietano ai bambini di sfidare l’autorità. Tradotto: se alcuni sport vengono considerati inferiori, i bambini verranno scoraggiati dal praticarli. E questa inferiorità è applicata a quasi tutti gli sport di squadra. Terzo: i bambini cinesi sono troppo protetti e quindi non bravi nel lavoro di squadra.

Il ragionamento di Jack Ma cozza con l’atteggiamento della Cina verso il mondo del pallone. Pechino non ha mai cercato di far fiorire un panorama calcistico autoctono, investendo con pazienza per la scoperta di talenti locali (possibile che non ce ne sia uno su 1,38 miliardi di persone?). I club cinesi hanno comprato, strapagandoli, alcuni dei più importanti giocatori occidentali (Tevez, Oscar, Hamsik, Lavezzi…). Oppure, all’inverso, hanno speso miliardi per acquisire top club europei, fra tutti Inter e Atletico Madrid, dopo il passaggio a vuoto nel Milan. Manca una cultura calcistica, che non è riuscito a inculcare nemmeno Marcello Lippi, ex allenatore della Nazionale e vincitore di una Champions, 5 scudetti e un Mondiale. Resta ancora il capitano di quel Mondiale 2006, Fabio Cannavaro, campione di Cina con il Guangzhou Evergrande.
Jack Ma, che ha lasciato di recente la carica di amministratore delegato di Alibaba, con un patrimonio personale di 30,9 miliardi di dollari, ha donato in estate 145 milioni di dollari alla nazionale femminile cinese.