Internazionale, di nome e di fatto. Storicamente la squadra nerazzurra ha sempre avuto in rosa un alto numero di stranieri che negli anni hanno contribuito a portare a Milano coppe e trofei. Grazie alle recenti campagne acquisti l’Inter può oggi contare una maggioranza italiana (14 vs 13) nella squadra anche se, è giusto sottolinearlo, solo Barella e Sensi ad oggi meriterebbero un posto da titolare in una big.

La squadra a guidare questa speciale classifica stilata da Transfermarkt è il Brescia che annovera in rosa ben 20 italiani, tra cui il gioiellino Tonali e il talento incompiuto Balotelli, e solo 8 stranieri. Una rarità per la nostra Serie A. Insieme alle rondinelle c’è un’altra neo promossa, il Lecce. La squadra salentina può contare anch’essa su 20 italiani a cui si aggiungono però 12 stranieri. Quattro in più rispetto al Brescia. Chiude il podio, per ironia della sorte, proprio l’altra neo promossa, tutte e tre in preciso ordine rispetto alla scorsa Serie B. E’ infatti l’Hellas Verona la terza squadra per italianità con 17 calciatori azzurri che superano di poco gli stranieri, 15.

Tra le big, oltre all’inaspettato cambio di tendenza dell’Inter, troviamo il Milan di Giampaolo con 14 italiani e 17 stranieri. Scorrendo la classifica c’è la Roma, una delle squadra che più di tutte sta provando negli ultimi anni ad internazionalizzare il proprio brand nel mondo. La squadra di James Pallotta può far affidamento a 10 azzurri su una rosa complessiva di 26 calciatori. Piccola inversione di marcia anche per la Juventus che conta solamente 8 italiani affiancati da ben 19 stranieri. Segue il Napoli con 7 italiani contro 20 stranieri.

I numeri “peggiori” arrivano da Roma, sponda Lazio. I biancocelesti dispongono infatti di ben 25 stranieri su una rosa di 32 elementi. Differenza peggiore invece per Udinese e Atalanta che contano rispettivamente 20 stranieri e 5 italiani e 18 stranieri e 4 italiani.

La tendenza negli ultimi anni, in Serie A come in altri campionati, è quella di prediligere i calciatori stranieri. In Italia mai come in questo periodo storico i giovani italiani vengono messi in disparte, a lanciare l’allarme fu circa un anno fa il CT azzurro Roberto Mancini poco prima dell’esordio ufficiale alla guida della nazionale in Nations League “Non ricordo un periodo con così pochi italiani in campo. Certi giovani che stanno in panchina sono più bravi di alcuni stranieri che giocano titolari. Dobbiamo trovare un po’ di coraggio e farli giocare, speriamo che con il tempo abbiano più spazio”. Lo speriamo tutti mister, intanto godiamo delle prestazioni dei vari Chiesa, Donnarumma, Zaniolo e Barella sperando che, come il vino, migliorino con il passare degli anni.

Gianmarco Ricci (@RicciGianm)