Fresco della quarta Scarpa d’oro, il fantasista argentino del Barcellona, Lionel Messi, è stato intervistato dai microfoni di La Gazzetta dello Sport. Tanti i temi affrontati: dalla Liga alla Champions League, passando per i Mondiali di Russia 2018 e l’esclusione dell’Italia.

Si parte proprio con un analisi del nostro calcio: “Il calcio italiano negli ultimi anni non è più lo stesso. E credo che questo abbia a che fare non solo con la non qualificazione al Mondiale. Per esempio due grandi della Serie A come Milan e Inter non sono più quelle che erano una decina di anni fa e non vanno più in Champions, e questo riguarda tutto il calcio italiano. Piano piano stanno provando a risalire la china, soprattutto i due club milanesi devono tornare a essere competitivi a livello europeo. Nazionali come l’Italia o l’Olanda, che per decenni hanno partecipato alla Coppa del Mondo, in Russia non ci saranno e nessuno se lo sarebbe aspettato. Ma il calcio oggi è questo: anche le piccole nazionali o i piccoli club se ben organizzati possono complicarti la vita.”

Anche l’Argentina, comunque, ha trovato parecchie difficoltà nel qualificarsi: “È stato un periodo tosto per noi, abbiamo avuto tre c.t. nelle qualificazioni e non è facile adattarsi subito a ognuno di loro. Ogni tecnico ha la sua filosofia e le sue idee. L’ultimo è Sampaoli col quale abbiamo disputato soli quattro match di qualificazione e alcune amichevoli, dobbiamo continuare nel processo di crescita. Comunque il calcio diventa oggi giorno più tosto ed è più dura qualificarsi.”

Sulle favorite del Mondiale:La Germania campione in carica, come sempre. Ma ci sono anche Brasile, Spagna, Francia. Ora sono le più forti.”

Sulla Scarpa d’oro appena vinta: “È un bellissimo riconoscimento, ma io dico sempre che la mia priorità non sono i premi individuali. Preferirei vincere un’altra Champions o la Liga, questi sono i miei obiettivi principali. Comunque, è bello avere questi trofei a casa, per il significato che hanno appunto.”

Su come sia cambiato nel corso degli anni rispetto a quando arrivò nel 2000 a Barcellona, a soli 13 anni: “I miei sogni e desideri sono sempre gli stessi. Ora vinco da goleador ma ho sempre detto che all’inizio non mi consideravo un attaccante. Ovvio, è passato un sacco di tempo, sono migliorato, ho accumulato trofei, e sono successe tante cose, fuori e dentro il campo.”

Su come faccia a essere sempre al top della forma: “Niente di speciale. Dopo l’allenamento magari rinforzo le gambe, ma non sono un tipo da palestra. Dieta? Ho rinunciato al cioccolato, la cosa più dura per me. Anche ora, di tanto in tanto, faccio uno strappo e mi concedo un po’ di cioccolato. La siesta? Non più. E mi manca. Quando sono in nazionale però lo faccio, il pisolino. A casa non posso, ci sono i bambini.”

Tornando al calcio giocato, la Pulga ci dice chi sono, secondo lui, le favorite per la vittoria della Champions League di quest’anno: Il Manchester City per me è la squadra più forte ora, insieme al Psg. Ma la stagione è molto lunga. E non dimentico mai il Real Madrid per quello che hanno e per la loro esperienza, anche se ora non sta ottenendo i risultati che tutti si aspettano. Poi c’è il Bayern, altra grande che sarà in lotta fino alla fine.”

Su come sia cambiato il Barça con l’arrivo di Ernesto Valverde, che ha rafforzato la squadra dal punto di vista difensivo: “La partenza di Neymar ha cambiato il nostro modo di giocare. Abbiamo perso in potenziale offensivo ma abbiamo guadagnato nella fase difensiva. Ora siamo meglio organizzati in mezzo al campo, abbiamo più equilibrio e questo ci rende più forti in difesa.

Fra i motivi, vi è anche la grande crescita del difensore francese Samuel Umtiti: “Samuel si allena così come gioca, non si risparmia mai. E fuori dal campo è un ragazzo eccezionale. Onestamente non ne sapevo molto di lui quando è arrivato. Ma vedendolo allenarsi, mostrando tutte le sue qualità, non mi meraviglio di ciò che fa in partita”. 

La testa, poi, va alla Liga, e alla prossima gara con il Valencia del nostro Simone Zaza: “Una gran bella squadra, un tecnico come Marcelino che la fa giocare molto bene, ha un disegno tattico chiaro, poi a casa loro sarà molto complicato, ma noi dobbiamo continuare a far bene.”

I Blaugrana potrebbe approfittare della crisi del Real Madrid per allungare ancora sui rivali: “È solo temporanea. Non è la prima volta che capita una situazione come quella del Real in un torneo. Alla fine torneranno a lottare per tutti i titoli, per il valore della squadra e dei giocatori che hanno e perché sono sempre stati là in alto.”

Sul Pallone d’Oro e su chi siano i suoi rivali oltre a Cristiano Ronaldo: “Ci sono molti grandi giocatori oggi che possono vincerlo. Negli ultimi anni l’abbiamo vinto noi due, ma gente come Neymar, Mbappé e Luis Suarez possono competere per il premio.”

Sulla possibilità di stringere amicizia con il portoghese: “Non so se succederà. L’amicizia si costruisce passando del tempo insieme e conoscendosi. Adesso non abbiamo rapporti, ci vediamo solo nelle cerimonie di premiazione ed è l’unica occasione in cui ci parliamo. Fra di noi va tutto bene, ma le nostre vite non si incrociano molto spesso.” 

Infine, un pensiero su cosa farà una volta smesso di giocare: “Non lo so ora cosa farò. Ne ho parlato in famiglia varie volte su come occuperò il mio tempo una volta lasciato il calcio, ma non c’è niente di deciso. Ho sempre detto che non mi vedo come allenatore, non ho il feeling. Nei prossimi anni potrei cambiare idea ma ho ancora parecchi anni davanti a me e vedremo. Quando fine carriera sarà vicina qualcosa deciderò.”

 

 

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

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