Rientrato in Italia da pochi giorni, l’ex-capitano della Juventus, Alessandro Del Piero, è stato subito intercettato da La Gazzetta dello Sport, a cui ha rilasciato interessanti dichiarazioni riguardo i Bianconeri e la Nazionale.

Si parte con l’ultima gara della Vecchia Signora, quella con il Barcellona che, secondo molti, ha segnato l’involuzione della squadra di Torino rispetto all’anno scorso: “Sì, ma mercoledì si è trattato di un’involuzione calcolata. Ho sentito dire che pareggiare o perdere era lo stesso. Non è vero: adesso lo Sporting può solo vincere e la Juve non è costretta a farlo. Il punto è stato fondamentale per morale e classifica, anche se il Barcellona ha dominato a lungo.”
Ma in casa Juve si è giunti alla fine di un’epoca? “L’inconscia sensazione di appagamento è il primo incubo per allenatore e giocatori dopo tanti successi. Cattiveria e agonismo vengono a galla più facilmente quando perdi. Ma vedo sempre grande impegno.”
Sui consigli che darebbe a Paulo Dybala, suo erede in bianconero: “Contro il Barcellona Paulo ha giocato molto bene, è stato l’unico a fare qualcosa in più. Ha tenuto palla, preso falli, sfiorato la rete nel finale. Lo frega il macello di gol che ha segnato a inizio stagione. Dybala sta alzando ulteriormente l’asticella. Troverà l’equilibrio per tornare su quei livelli.”
Sull’addio di Gianluigi Buffon alla Nazionale e le sue lacrime dopo la gara con la Svezia: “Tanta tristezza. Gigi ha mostrato per l’ennesima volta la sua grandezza. Quando parla dei sogni dei bambini centra uno degli aspetti più significativi. Io ricordo bene il Mondiale dell’82, avevo otto anni. Non abbiamo ancora metabolizzato l’eliminazione, che però è la fotografia del nostro calcio.”
Partendo proprio dai Mondiali, impossibile non buttare un occhio all’estate 2006, quella partita con Calciopoli e conclusa con il trionfo azzurro in Germania: Calciopoli è stata come una bomba atomica: nel 2006 si è rotto il calcio. E non mi riferisco solo alla Juve. Da quel momento i grandi campioni sono andati a giocare all’estero e le altre nazionali sono cresciute esponenzialmente: la Premier è esplosa grazie alla bravura nella gestione dei cari brand all’estero e alla cessione oculata dei diritti tv; Real e Barcellona sono andati avanti con le rispettive politiche societarie; la Germania ha completato il percorso iniziato quando le fu assegnato il Mondiale del 2006; perfino in Francia sono arrivati grossi investitori stranieri a trasformare club come PSG e Monaco. L’Italia invece è crollata. Poi la Juve ha iniziato la risalita e il Napoli sta facendo un cammino importante.
Su chi tiferà ai prossimo Mondiali: “Ci sono tante squadre simpatiche. L’Australia, l’Islanda che ci ha rubato il cuore, il Perù. Sarà divertente tifare per una squadra diversa ogni giorno.”
Su un possibile futuro ruolo in Federazione: “Se mi dovessero chiamare cosa risponderei? Non ho il numero memorizzato, quindi lascerei squillare. Poi, se dovessero lasciarmi un messaggio, lo ascolterei.”

Andrea Fabris (@andreafabris96)

 

PER TUTTE LE NEWS E GLI AGGIORNAMENTI SEGUICI SU AGENTI ANONIMI