Carlo Ancelotti è intervenuto a Radio Anch’io lo sport, in onda su RadioRai, toccando svariati argomenti. L’allenatore emiliano, fermo dal 28 settembre quando è stato esonerato dal Bayern Monaco, non ha sicuramente smesso di guardare il calcio in televisione magari cominciando a prendere appunti per un eventuale futuro da tecnico della Nazionale: “E’ giusto che la Nazionale si sia presa del tempo, anche per valutare il lavoro che Di Biagio può fare. La mia idea sarebbe di allenare tutti i giorni e solo per questo motivo continuo a nutrire un dubbio. Inoltre, io sono ancora ufficialmente sotto contratto (proprio con il Bayern, n.d.r.), come altri allenatori che in questo momento non possono essere contattati. Serve ancora un po’ di tempo“. Non si tratta certo di un’apertura, ma allo stesso tempo Ancelotti ha cambiato il tiro delle sue dichiarazioni mostrandosi un po’ più possibilista.

Parlando di Nazionale, è inevitabile una domanda su Gigi Buffon, che Di Biagio ha dichiarato di voler convocare per le imminenti amichevoli contro Argentina e Inghilterra: “Gigi lo conosco e sarei più sorpreso se smettesse. Sono convinto che possa continuare ancora. Mi sembra ancora molto motivato. Se Di Biagio fa bene a convocarlo? Di Biagio fa sempre bene“.

Il discorso si sposta allora sulla Champions League che vede ancora in lotta sia Juve che Roma. I bianconeri, allenati da Ancelotti tra il ’99 e il 2001, sono reduci dal trionfo di Wembley che ha permesso loro l’approdo ai quarti di finale: “Per quanto riguarda la Champions, l’obiettivo delle grandi squadre è sempre quello di arrivare in finale, poi vincerla è come un terno al lotto. La Juventus è già arrivata due volte fino in fondo negli ultimi tre anni, anche se non ha vinto“. Una Vecchia Signora tornata a mostrare i muscoli anche in campionato dove, dopo un avvio claudicante, questa domenica ha effettuato il sorpasso in classifica sugli uomini di Sarri: “La Juventus – prosegue Carletto – ha fatto un passo importante, anche quando c’era la Champions League ha preso coraggio. E’ una squadra solida, non so se questo sia il sorpasso decisivo, ma è ben lanciata. Il Napoli però non può alzare bandiera bianca, è lì e quattro punti non sono molti. Ovviamente sperano in un passo falso della Juventus. Il Napoli ha un’idea di gioco ben precisa e gioca sempre in questo modo. A me personalmente piace, ad altri magari no“.

Dall’altra parte, invece, i giallorossi – con i quali Ancelotti ha giocato dal 1979 a 1987 – dovranno ribaltare il risultato dell’andata quando a Kharkiv lo Shakhtar si è imposto per 2-1: “La Roma sarà impegnata in una partita difficile contro una squadra complicata, ma nelle ultime due partite ha dato ottimi segnali. Sembrava in difficoltà ma con Napoli e Torino ha ritrovato fiducia: può passare il turno, il risultato è abbordabile“.

C’è spazio anche per una riflessione sul suo Milan (allenato tra il 2001 e il 2009 n.d.r.), da qualche anno in grande difficoltà ma che in questa stagione è tornato in Europa dalla porta secondaria e a maggio avrà la possibilità di vincere la Coppa Italia. Con l’arrivo di Rino Gattuso il Milan ha cambiato marcia: “Gattuso ha creato una buona sintonia con i giocatori e questo fa la differenza. Gli ha dato chiarezza nel gioco e negli obiettivi. Arsenal-Milan di giovedì? E’ molto difficile pensare al ribaltamento ma non è impossibile. I Gunners sono in ripresa. Prima della partita con il Milan erano in difficoltà, ora si sono ripresi, ma tutto è possibile anche se complicato visto il risultato dell’andata“.

Carlo Ancelotti festeggia coi giocatori del Milan la vittoria della Champions League 2006/2007. Con lui, il club rossonero ha vissuto uno dei periodi più vincenti della sua storia.

La settimana è stata funestata dalla tragica scomparsa di Davide Astori e dai commoventi funerali a Firenze. Ancelotti, però, ritiene che l’episodio possa in qualche modo avere degli effetti positivi sul tema della violenza tra tifoserie: “La morte di Davide ha riappacificato e riunito tutte le tifoserie e mi auguro che si possa continuare su questa strada. La violenza nel calcio si è ridotta molto ma continua a essere un problema. Mi auguro che questa perdita possa veramente riappacificare tutti gli animi per vivere il calcio nella maniera più serena possibile“.

Chiusura, infine, sul VAR che ha sicuramente diminuito gli episodi contestati ma non ha del tutto eliminato le polemiche arbitrali. Carletto però non ha alcun tipo di dubbio su quanto sia necessaria anche se comprende il punto di vista di chi ancora è scettico dal momento che il meccanismo è ancora in fase sperimentale: “E’ di grande aiuto per tutto il sistema e anche per evitare le polemiche. Toglie tanti dubbi a tutti. Non mi sembra che i tempi di valutazione degli arbitri siano così lunghi“.

Alessandro Badalin