Che l’Inter sia in calo è sotto gli occhi di tutti. Fino a dicembre si vedeva una squadra che forse non giocava benissimo ma portava sempre a casa la pagnotta grazie a una difesa impenetrabile e a un reparto avanzato che garantiva almeno un gol a partita. Anche quando perdeva (vedi Napoli), la banda Mancini appariva comunque solida, con un morale alto e una grinta fuori dal comune. La legge dell’1-0 è diventata proverbiale, finché il sogno ha iniziato a traballare.

MILAN, ITALY - AUGUST 23:  Geoffrey Kondogbia (R) of Inter competes for the ball with Mauricio Pinilla of Atalanta during the Serie A match between FC Internazionale Milano and Atalanta BC at Stadio Giuseppe Meazza on August 23, 2015 in Milan, Italy.  (Photo by Maurizio Lagana/Getty Images)

Anche con il Sassuolo il ragionamento è più o meno lo stesso. L’Inter è stata condannata da uno di quegli episodi che finora le avevano sempre remato a favore, esprimendo però un discreto gioco e soprattutto tanta voglia di combattere. Non così a Bergamo. La manovra è stata lenta, prevedibile e i continui cambi di marcia degli uomini di Reja sono stati una sofferenza continua. Così, tutto il vantaggio faticosamente costruito nella prima metà di campionato è andato in fumo, con il sorpasso del Napoli e il ritorno di Juve, Roma e Fiorentina.

Alcuni hanno avanzato l’ipotesi che un gioco “a mezzo servizio” sia una precisa strategia di Mancini: senza le coppe, meglio tirare il fiato ora e aspettare che le avversarie (tutte impegnate in Europa da febbraio) debbano combattere su più fronti per poi essere implacabili in primavera, quando davvero ci si gioca il titolo. Comunque sia, la macchina che non sembrava aver bisogno di pezzi di ricambio potrebbe essere costretta a una sosta strategica ai box.

Il primo reparto su cui la società ha deciso di intervenire è il centrocampo, alla ricerca di un regista con tanto cervello da equilibrare ai muscoli della mediana nerazzurra. Archiviata l’idea Pirlo, i nomi sono Valdifiori (ma De Laurentiis difficilmente lo cederà a una diretta rivale per il tricolore), Banega o Soriano, magari ome contropartita per Ranocchia e/o Dodò. L’ultimo nome in ordine di tempo è quello di Cigarini, esaltato dalla buona prova di ieri.

L’altro punto debole dell’Inter sono le fasce: Santon, Nagatomo, D’Ambrosio, Telles e Montoya garantiscono troppa poca qualità e continuità per gli ambiziosi obiettivi nerazzurri, messi in crisi a Bergamo dal non irresistibile Dramè. Fra i candidati Caceres, Widmer, Zabaleta e Mario Rui. In attesa del grande colpo per il ritorno in Europa (Lavezzi?).