Il mercato nerazzurro si è concluso con l’ufficialità di Darmian all’ultimo giorno. Un mercato quello interista fatto di occasioni low cost salvo Hakimi, visto la crisi economica che ha colpito anche il calcio europeo

Il patto di Villa Bellini

L’Inter riparte da Conte e già questa notizia, viste le dichiarazioni esplosive post Bergamo e durante la fase finale di Europa League del tecnico ex Chelsea, non era così scontata.
Dopo il summit di fine agosto tra allenatore, Zhang, MarottaAusilio e Antonello e il rientro della crisi, la società ha gettato le basi per il mercato cercando di trovare il giusto compromesso tra le richieste del tecnico e la crisi finanziaria dovuta al COVID-19.
Mercato dunque fatto di occasioni da sfruttare visto le difficoltà economiche e un grosso del budget messo a disposizione per l’acquisto di Hakimi dal Real Madrid.

I nuovi volti per una Inter da titolo

Nonostante la riduzione di budget la società milanese è riuscita a muoversi molto bene sul mercato, sfruttando le occasioni in saldo in tutta Europa per poter colmare il gap che c’era tra i nerazzurri e la Juventus fresca vincitrice del nono scudetto consecutivo.
Hakimi è sicuramente il nome di spicco del mercato. Il costo complessivo dell’operazione tra Inter e Blancos si aggira attorno ai 40 milioni di euro, una cifra importante vista l’attuale situazione economica ma non esorbitante per un talento del genere.
Conte ritrova poi Vidal, arrivando a 0 in Italia dopo un corteggiamento durato mesi e il mancato approdo a gennaio visto le richieste troppo alte del BarcellonaKolarov dalla Roma per 1.5 milioni di euro; Andrea Pinamonti, acquistato dal Genoa per 8 milioni di euro più 12 di bonus e
Matteo Damian dal Parma con un’operazione costruita su un prestito con obbligo di riscatto.

Discorso prestiti e rientri

Dopo il capolavoro Sanchez a 0, ritornano alla casa madre Perisic, Nainggolan, Joao Mario e Radu. Giocatori che magari l’Inter preferiva cedere a titolo definitivo ma che aiuteranno (soprattutto i primi due) la squadra nella corsa al titolo.
Riscattati invece Sensi e Barella dopo l’eccellente stagione passata.

Capitolo cessioni

Mentre tutti guardano al mercato in entrata c’è da sottolineare l’importanza di quello in uscita che, soprattutto in tempi duri come quelli che stiamo vivendo, dà respiro ai bilanci.
In questa sessione, l’Inter è riuscita a cedere: Icardi al PSG per 50 milioni Dalbert in prestito al Rennes per 2,5 mln e diritto di riscatto fissaro a 12,5 mln, Lazaro in prestito al Borussia Mönchengladbach per 1,2 mln e diritto di riscatto fissato a 13,8 (in caso di futura cessione all’Inter spetta il 15%), Candreva ceduto alla Sampdoria per 2,5 mln; Godin ceduto gratuitamente al CagliariBorja Valero ceduto gratuitamente alla Fiorentina; i prestiti di Agoume allo SpeziaSalcedo e Dimarco al Verona Brazao al Real Oviedo. Svincolati invece Asamoah e Berni. Biraghi Moses non riscattati.
Dai soli prestiti l’Inter ha ricavato 3,7 mln, dalle cessioni 2,5 mln, per un totale di 6,2. Tuttavia, è dal risparmio di stipendi e ammortamenti che il vero affare prende forma: con Dalbert l’Inter risparmia 6,295 mln, Asamoah 3,8 (buonuscita da 1,5 mln), Dimarco, 1,8 mln, Lazaro 5,25, Agoume 902 mila, Salcedo 4,163, Brazao, 1,238, Godin, 5,4 (stipendio risparmiato) e Borja Valero, 6,5 mln.