Messaggio diretto del centrocampista danese dal ritiro della sua nazionale ad Antonio Conte: basta panchina

La speranza di Eriksen

Dopo aver segnato con la sua nazionale contro le isole Faroe, Christian Eriksen ha mandato un messaggio a chiare lettere al suo allenatore a Milano: “Spero di non dovermi sedere in panchina tutto l’autunno. Almeno non è mia intenzione. Né spero che sia nelle intenzioni del club o dell’allenatore. Mi trovo in un punto in cui forse non ero mai stato prima in una squadra di club. E ovviamente diventi meno paziente quando hai esperienza e hai provato cose diverse. Che tu abbia 20, 28 o 30 anni, non vuoi sederti in panchina”. Parole che non fanno altro che sottolineare ancor di più le problematiche che l’ex Tottenham sta vivendo da quando è diventato un giocatore nerazzurro durante i primi mesi del 2020.

Tanto talento che però non riesce ad adattarsi al calcio di Conte

Chiariamo subito: Eriksen è un calciatore che non si può discutere. Dal suo approdo in Premier League nel 2013, Christian è diventato il giocatore che ha messo a segno il maggior numero di assist facendo registrare anche più occasioni create rispetto ai suoi avversari. Talento spaventoso, forse il migliore della rosa interista, ma che sembra non riuscire a entrare nei meccanismi del tecnico salentino.
Dopo i primi mesi di difficoltà comprensibili per ambientarsi al calcio italiano, Eriksen non è ancora riuscito a ritagliarsi il suo spazio in questa sua nuova avventura.
Durante il periodo della quarantena Conte ha studiato nuovi metodi per inserire Eriksen nel suo ruolo naturale da “numero dieci” dietro le punte. Alla ripresa però il nuovo modulo col trequartista è stato provato sul campo senza grandi risultati, tanto che nella fase decisiva di Europa League si è tornati al 3-5-2 di inizio stagione, con Gagliardini al suo posto. Per il danese solo qualche spezzone di partita, così come in questo inizio di campionato.

Le tante partite, Vidal e un “nuovo” Conte

Dalla parte di Eriksen c’è un calendario pieno di impegni, dove sicuramente il talento di Middelfart riuscirà a mettersi in mostra: “Ci saranno molte partite da giocare, sono sicuro che avrò i miei minuti” ha dichiarato lo stesso calciatore a Tipsbladet.
Anche l’arrivo di Vidal paradossalmente potrà aiutare e parecchio l’asso danese: giocatore ordinato e guerriero in mezzo al campo, Arturo andrà a comporre una mediana a due con Barella per garantire maggior sicurezza e copertura alla squadra, deresponsabilizzando Eriksen dalla fase difensiva.
La volontà di Conte espressa chiaramente in questo inizio di stagione è quella di proporre un calcio più offensivo e spregiudicato: con un’idea del genere Eriksen diventa fondamentale come giocatore capace di innescare la pericolosità di Lukaku e Lautaro e magari trovare la soluzione dalla distanza o su calcio piazzato.

Arriva il derby

Dopo la sosta per le nazionali ecco l’appuntamento clou della stagione: il Derby della Madonnina. Out Nainggolan e Gagliardini per positività al Covid-19, Sensi per squalifica e Vecino non ancora recuperato, toccherà ad Eriksen guidare la squadra nella partita più sentita della stagione interista. L’anno scorso entrò in piena rimonta nerazzurra nel derby di ritorno e colpì con una punizione clamorosa l’incrocio dei pali. Che sia la volta buona per svoltare la sua carriera in maglia nerazzurra?