É un record incredibile, ma d’altronde siamo in Inghilterra dove i tifosi sono sempre molto calorosi. 85mila spettatori hanno assistito alla finale di terza divisione inglese (la EFL Trophy) nella cornice entusiasmante di Wembley. In campo Portsmouth e Sunderland hanno dato vita a una battaglia sportiva finita ai rigori vinti dai Pompey dopo il 2-2 dei tempi regolamentari.

Un match all’insegna dei record sia sul campo che sugli spalti. Per la prima volta sul terreno di gioco della finale di coppa si sono affrontate due squadre che in bacheca hanno una Premier League. Inoltre lo stadio ha ospitato la miglior affluenza nella storia della competizione. E non solo, è stata la seconda partita più seguita del week-end (seconda solo al derby catalano Barcellona-Espanyol: 92795 spettatori).

In Inghilterra è quotidianità

In Inghilterra sembra normale, una cifra simile si era già registrata in terza divisione in Burnley-Wolverhampton nel 1988 (80041 spettatori), ma com’è possibile? Gli inglesi sono addicted di calcio, ovvero malati di calcio, ma è il sistema che lo permette. Le loro squadre, anche in terza divisione, sono di un’altra categoria, basta pensare alla fama di una squadra come il Sunderland…

In Italia siamo ben lontani da questo tipo di affluenza anche solo in Serie A, figuriamoci nelle leghe minori. Gli stadi della Serie C presentano in media 2300 spettatori, niente in confronto al resto d’Europa. Questo è un problema che va oltre i tifosi: ci sono stadi e strutture non adeguate e un sistema che non funziona.

Stadio di Serie C prima di una partita di Coppa Italia

E pensare che la stessa Serie A è l’ultima tra i cinque principali campionati europei per percentuale di tifosi allo stadio. Pure la Ligue 1 Francese è davanti, mentre gli Inglesi vanno oltre il 90% di media in tutta la stagione grazie a stadi moderni, di proprietà e, soprattutto, pieni di tifosi. Ma d’altronde in Inghilterra si può e il nuovo record della finale dell’EFL Trophy ne è la conferma.