infantino fifa

E poi diteci che non avevamo ragione, quando vi parlavamo dell’improvvisa svolta nel comportamento e nelle decisioni del neo-eletto presidente della FIFA Gianni Infantino e della sua linea decisamente ”soft” riguardo alle sanzioni sulle TPO ed a chi violava una norma fortemente spinta e voluta dalla FIFA in passato (tra contraddizioni e ”oscurità” nella norma), ma ora decisamente meno… influente: la svolta c’è ed è evidente, con Infantino che non fa nulla per nascondere il suo impulso sguaiatamente ”gentista”, dovuto alla necessità di ”ringraziare” tutti quei paesi che hanno scelto lui contro il bahreinita Al-Khalifa, e magari assicurarsi già da ora una lesta rielezione.

Perchè parliamo di svolta gentista? Beh, difficile usare un termine diverso quando una delle prime mosse sbandierate (ed ora pronte ad essere messe in pratica) è quella dell’allargamento del Mondiale a 40 (!) squadre: l’idea era balzata nella mente del buon Gianni già nel marzo scorso ma, trattandosi di parole pronunciate in piena campagna elettorale, nessuno ci aveva dato particolarmente peso.

Ed invece era tutto vero, verissimo, con Infantino che ha ribadito le sue intenzioni in un’intervista rilasciata quest’oggi alla Bild: ”Al momento quest’edizione degli Europei, dopo l’allargamento a 24, sta avendo un grande successo: non ci sono gare noiose ed il risultato non è mai scontato. Il Mondiale a 40? La Coppa del Mondo è più di un torneo, parliamo di un evento sociale seguito in ogni paese. Per l’evoluzione del calcio moderno è importante coinvolgere nuovi paesi, e per questo l’evoluzione a 40 squadre è decisamente probabile nel breve periodo”.

E, più precisamente, verrà discussa già nei prossimi mesi, nella fattispecie nel Consiglio FIFA di ottobre: l’obiettivo dell’ex segretario UEFA è quello di approvare subito la norma, nonostante la ferma opposizione dei campionati europei ad un torneo allargato e, dunque, più lungo. Il peso numerico delle altre federazioni dovrebbe però farsi sentire, con l’allargamento che potrebbe diventare realtà realisticamente dall’edizione 2026 (improbabile una svolta già per l’edizione 2022, già problematica per il suo svolgersi in pieno inverno europeo ed in mezzo ai campionati): ma come verrebbe dunque realizzato l’inedito Mondiale a 40 squadre?

L’ipotesi più concreta ed accreditata porta alla costituzione di 10 gironi da quattro squadre, che andrebbero a qualificare direttamente agli ottavi le prime e le due migliori seconde, per un totale di 12 nazionali. E gli altri 4 posti vacanti? Semplice, le restanti 8 seconde classificate andrebbero a sfidarsi in una sorta di playoff, da cui uscirebbero le quattro formazioni necessarie per arrivare alle 16 necessarie per gli ottavi: e da lì, sarebbe tutto uguale alla formula attuale, con le gare totali che salirebbero da 64 ad 80, ed una sola settimana in più di gare.

Una soluzione che andrebbe incontro alle lamentele delle società, anche se la qualità sarebbe destinata a diminuire in virtù della nuova ripartizione dei posti per il Mondiale: al momento ci sono 13 europee, 5 africane, 4 asiatiche (la quinta va a giocarsi un posto contro la quarta nordamericana), 3 nordamericane, 4 sudamericane (la quinta, invece, sfida la vincitrice del girone oceanico per un nuovo posto) e, ovviamente, il paese ospitante, qualificato di diritto.

Come cambierebbero le cose? La logica porterebbe ad almeno un posto in più per tutte le federazioni continentali, con l’Europa che salirebbe a 14 qualificate più una ai playoff e l’Oceania che avrebbe una rappresentante ammessa di diritto, ma il tutto è ancora campato per aria al momento: e tra l’altro, con questa formula, nel 2026 le europee potrebbero addirittura essere 16, dato che la rassegna dovrebbe essere assegnata al 90% all’Inghilterra in virtù del 60° anniversario dell’edizione-1966.

Quest’allargamento dei Mondiali, dunque, qualora divenisse reale, sembrerebbe portare ad un clamoroso caos, e vedremo quale sarà il modo in cui la FIFA gestirà la faccenda e ripartirà i post: appuntamento ad ottobre dunque, per quella che sarebbe l’ennesima svolta del calcio mondiale…

(di Marco Corradi)