Parla, alla Gazzetta dello Sport, Lorenzo Petroni, figlio di Fabio, attualmente amministratore unico del Pisa a soli 19 anni. Ma, nonostante tutto, Petroni Jr. è decisissimo su una questione: non si vende. “Noi abbiamo sottoscritto l’accettazione dell’offerta di 310mila euro di caparra più 5 milioni e 190mila euro in un fondo a garanzia, ma Equitativa non l’ha rispettata quindi il discorso è chiuso. La città e la squadra non meritano ulteriore confusione, basta.”, afferma l’amministratore, sostenendo quindi che serve in primis stabilizzare la società, per cercare in futuro ulteriori investitori che potranno credere nel progetto del Pisa: “vogliamo creare un rapporto costruttivo con città, squadra e dipendenti per un futuro in armonia.”. Parole sicure anche sulla situazione interna: “La trasferta a Terni è saltata per fattori ambientali, la squadra c’era, insieme all’allenatore e all’organizzazione”. Tanta è però, anche in questo caso, la carne al fuoco. Se sul settore giovanile c’è da fare chiarezza per delle decisioni prese all’insaputa dei vertici della dirigenza, sulle assunzioni “Mi hanno messo di fronte a situazioni delle quali sembrava non si potesse fare a meno”, con la società che si sta consultando con Gattuso per i piani di rientro. Ma non solo, perché per quanto riguarda l’aspetto tecnico Petroni ha confermato che verrano tesserati Lazzari e Mudingayi. Infine, sullo stadio, ci sono parole rassicuranti: “Con la Spal il 9 contiamo di far entrare gli abbonati; il contratto con il comune va comunque rivisto, e al momento abbiamo fatto un’accordo con una società che gestirà il tutto.”

Torna quindi a farsi sentire la dirigenza del Pisa dopo la chiusura della trattativa con Equitativa (avevamo esposto i nostri dubbi qui), e lo fa in maniera forte, cercando di trasmettere sicurezza ai tifosi e a chiunque segua la vicenda. Una telenovela che dovrebbe concludersi quindi per il meglio, evitando di finire in affari loschi (e togliendoci lavoro per un’ulteriore inchiest-AA).

Nicola Cavagnetto