Lo ammettiamo, ormai ci stiamo appassionando a quella che è un’autentica telenovela. D’altronde, l’uomo per vivere ha bisogno di appassionarsi a qualcosa, e non sempre lo fa con raziocinio: ci appassioniamo/interessiamo a persone che non sono minimamente interessate a noi, ci appassioniamo alle cause perse o ad autentici drammi che finiscono col procurarci solo ulteriore dolore. Ma torniamo al dunque, e a un caso-Sporting che non smette di regalare emozioni, colpi di scena e rabbia per il modo in cui il club si sta consegnando con mani, piedi e tutto il resto del corpo a chi ha contribuito a creare quel caos: stiamo parlando ovviamente di Jorge Mendes, e se qualche giorno fa vi avevamo parlato dei motivi per cui il super-agente portoghese stesse uscendo vincitore dalla questione, ora ve lo possiamo dare come una grande e assoluta certezza. Lo Sporting è tornato nell’alveo di Jorge Mendes, e non sembra avere la minima intenzione di combatterlo: merito del presidente del Consiglio Direttivo Sousa Cintra, reggente del club fino all’8 settembre e ormai serio candidato a mantenere quel posto anche in seguito. Ma cosa è successo in casa-Sporting, e perchè vi diamo per certo l’asservimento del club a JM? Urge un riepilogo.

SPORTING, LE PUNTATE PRECEDENTI E QUEL MANDATO A MENDES PER RISOLVERE I GUAI CAUSATI DA… MENDES– La questione-rescissioni in casa-Sporting è ormai notissima: svariati giocatori militanti nei Leões hanno chiesto di andarsene in maniera unilaterale dal club, sfruttando l’aggressione subita dai tifosi (nella quale Dost, Acuña e Battaglia erano rimasti feriti: 15 punti di sutura alla testa per l’olandese) per svincolarsi da un club che da anni è in lotta con agenti e fondi d’investimento e non concede commissioni-monstre. L’allora presidente Bruno de Carvalho è stato addirittura accusato di essere il mandante dell’aggressione, e in seguito è stato destituito dal club perchè ”colpito dal malocchio” e ”non più responsabile delle sue azioni”. A quel punto, è entrato in gioco il consiglio direttivo del club, il cui presidente Sousa Cintra è diventato reggente del club fino alle elezioni fissate per l’8 settembre. E le prime mosse di Sousa Cintra sono state indicative sull’indirizzo dato al suo interregno: esonero entro il periodo di prova di 15 giorni per Sinisa Mihajlovic, tecnico scelto da BdC, perchè ”aveva deciso di cambiare la sede del ritiro, facendo perdere 300mila euro alla società” e ”non ha mai vinto nulla in carriera”, tentativo di rescindere con l’appena acquistato Viviano (fallito) e riapertura del canale con Jorge Mendes. Nella fattispecie, all’agente di Cristiano Ronaldo e grande deus ex machina dell’affare che potrebbe portare CR7 alla Juventus, è stato affidato il mandato per ”provare a riportare all’interno del club i giocatori che hanno chiesto la rescissione, o almeno venderli a una cifra che non causi un danno economico allo Sporting”. E infatti, se ci fate caso, da giorni ormai non si parla più del caos-rescissioni dello Sporting e della ridda di giocatori che potrebbero andarsene a parametro zero: Mendes ha creato il caos (4-5 dei giocatori sono suoi assistiti, oppure ha percentuali del cartellino), Mendes lo sta risolvendo.

E lo diciamo con cognizione di causa, perchè nell’ordine: Raphinha, il giocatore che aveva chiesto di rescindere a due giorni dalla firma con lo Sporting (proviene dal Vitoria Guimaraes), ha deciso di restare, e altri potrebbero seguire il suo esempio. Gelson Martins, Podence e Bruno Fernandes starebbero valutando una permanenza nel club, mentre non ci sono notizie su Mathieu e altri giocatori stanno partendo con un compenso per i Leões: Bas Dost dovrebbe approdare al Fenerbahçe e alla corte di Cocu per 15mln, mentre William Carvalho è vicino al Betis per 20mln circa. E poi ci sono i tanos argentinos: Rodrigo Battaglia tratta con la Fiorentina, che però lo prenderebbe solo a zero e non sembra intenzionata a investire 8-10mln sul cartellino (richiesta dello Sporting), mentre Acuña è ancora intenzionato a rescindere. Insomma, possiamo dire che Mendes sia riuscito a evitare la rescissione dei suoi assistiti (capirai, l’aveva chiesta lui…) e stia lavorando per cessioni e/o permanenze: intanto, mentre Rui Patricio (unico ad avere ufficialmente trovato un club, il Wolverhampton ”a guida Mendes”) saluta lo Sporting, il potere di Jorge Mendes nel club aumenta. E una delle chiavi per capirlo è il prossimo allenatore dei Leões.

SPORTING: PESEIRO NUOVO TECNICO ”NEL NOME DI MENDES”– Quando Sinisa Mihajlovic è stato esonerato dopo soli 11 giorni, e il club lusitano ha riaperto il canale con Jorge Mendes, saremmo stati pronti a scommettere sull’ingaggio di un tecnico a lui vicino, e ciò che ci aspettavamo si è puntualmente verificato. Ci saremmo aspettati un giovane padawan (Sà Pinto o chi per lui), e invece è arrivato addirittura un mendesiano della primissima ora, un autentico maestro Jedi: José Peseiro, che dovrebbe essere ricordato per la finale di Coppa UEFA raggiunta dal suo Sporting nel 2005 e persa contro il CSKA (e per essere stato vice di Queiroz nel Real Madrid 2003-04), ma ha pensato bene di distruggere quel potenziale ricordo con un prosieguo di carriera davvero disastroso. Restando solo agli ultimi due anni, Peseiro è l’uomo che ha fatto arrivare terzo il Porto nonostante una rosa di assoluto valore, colui che si è fatto esonerare dal Braga per le scarse prestazioni, è emigrato in Arabia Saudita per allenare il modesto Sharjah e ha chiuso nono nella Liga NOS 2017-18 col Vitoria Guimaraes: il suo score da subentrante è stato di quattro vittorie, due pareggi e quattro sconfitte, con 13 gol fatti e 10 subiti, il tutto senza riuscire a dare un gioco a una squadra che aveva in attacco Raphinha, autore di 15 reti e di una stagione super che l’ha proiettato in orbita-Sporting. Insomma, un tecnico che a 58 anni è in lento e inesorabile declino, e che arriva con l’etichetta più che giustificata di ”uomo di Mendes”. È grazie al super-agente portoghese se José Peseiro è riuscito a ottenere tutte queste chances nel periodo recente, nonostante i continui fracasos, e tra l’altro lo stesso Sousa Cintra ha reso chiaro il motivo per cui Peseiro è stato ingaggiato: ”L’abbiamo scelto solo perchè il suo intermediario è Jorge Mendes, speriamo che questa mossa ci aiuti ulteriormente nella risoluzione dei problemi del club”. E così, Sousa Cintra ha esternato definitivamente il ritorno nei ranghi mendesiani dello Sporting, e si è consegnato a Mendes, riportando i Leões tra i club amici del super-agente portoghese: scommettiamo che ora la vicenda-rescissioni finirà a tarallucci e vino?

P.s. A Sousa Cintra ricordiamo che è vero, ”Mihajlovic da allenatore non ha vinto nulla” e ”lo ricordo solo come un giocatore che tirava bene le punizioni”, ma non è che Peseiro sia molto meglio: una finale di UEFA con una squadra che poteva schierare Ricardo, Joao Moutinho, Hugo Viana e Liedson, e contro un CSKA inferiore, e una Taça Portugal col Braga nel 2012-13. A volte, i numeri vengono manipolati a seconda del proprio interesse.

(di Marco Corradi, @corradone91)

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