pencil hill palermo

”Grana Dybala: stoppati i soldi di Vazquez. Palermo tranquillo, ma rischia lo stand-by sul mercato”: è bastato un articolo di Gazzamercato, arrivato nella serata di venerdì, a far precipitare i tifosi del Palermo nel terrore di un mercato anonimo e sostanzialmente bloccato per la mancanza di fondi: il tutto per ”colpa” di una vecchia vicenda legata a Dybala ed al pagamento imposto dalla FIFA ai rosanero, che dovevano circa 15mln al fondo d’investimento Pencil Hill e, stando alle informazioni della Rosea, avrebbero versato al momento solo 2,5 dei 10 milioni rimanenti. Da qui era nato il caso, con la Gazzetta che si era esposta sul ”blocco” preventivo dei 15mln ricavati dalla cessione di Vazquez da parte del fondo britannico, che stando al quotidiano milanese aveva intrapreso quest’iniziativa per cautelarsi in caso di mancato pagamento e mosso i primi passi legali: un’eventualità poi smentita sia dal Palermo che dalla stessa Pencil Hill Ltd., in quando i restanti 7,5 milioni potranno essere pagati entro 60 giorni, e solo allora verranno presi eventuali provvedimenti.

Il caso è dunque rientrato, col mercato del Palermo che prosegue ed i rosanero che hanno tesserato il giovane ungherese Sallai (e puntano il quasi-omonimo Szalai) e stanno chiudendo per il terzino norvegese del Goteborg Aleesami, un giocatore dal fisico roccioso (più da centrale che da terzino, stando agli esperti interpellati da AA) che andrà a rimpiazzare Lazaar a sinistra, ma il caos accaduto venerdì ha avuto l’effetto di andare a rispolverare una querelle che si credeva ormai chiusa, e dura dal lontano 2012.

Chi è nel dettaglio Pencil Hill Ltd., e perchè il Palermo si ritrova ancora a dover pagare delle cifre riguardanti il già venduto Dybala? Ad ognuno dei vostri dubbi c’è una risposta, ed andiamo dunque a sviscerare nel dettaglio una questione che probabilmente sarà già nota a parecchi appassionati.

GUSTAVO MASCARDI, DA BROKER AD AGENTE ”ALLA MENDES”: TUTTO SUL PROPRIETARIO DEL FONDO PENCIL HILL LTD.- Ma che cos’è nel dettaglio Pencil Hill Ltd., il fantomatico fondo di Londra al quale Zamparini deve una cifra-monstre? Beh, si tratta ovviamente del più classico dei fondi d’investimento, la cui data di nascita è ancora avvolta nel fumo (presumiamo che sia comunque datata verso la metà degli anni Duemila), che è presieduto da Gustavo Mascardi, un superagente argentino che può essere definito una sorta di Mendes prima maniera (o, com’è stato chiamato, il Mendes degli anni ’90). Con Mendes, Mascardi condivide sia l’abilità di infilarsi negli ambienti calcistici e diventare indispensabile per le società (celebri le sue operazioni ”prendi due, paghi uno”), che l’aria da parvenu, da uomo entrato nel calcio quasi per caso: negli anni ’80 Mascardi è infatti un broker, che scopre però quanto sia bello e redditizio far soldi col calcio ed entrare nel mercato pallonaro. L’argentino è stato così il primo agente FIFA del suo paese (licenza acquisita nel 1995), ed è ormai una figura che gira da anni nel mondo del futbol: il suo primo trasferimento di rilievo con l’Italia è stato quello di Tino Asprilla al Parma, con un pagamento di 8 miliardi di lire (con lui arrivò il carneade Berti) ed una successiva cessione a 2 miliardi che fece storcere il naso a parecchi. Ma in realtà, la cifra a bilancio è fallace, in quanto Mascardi incassò la restante somma in virtù di uno dei primi accordi che andavano a separare i diritti federali da quelli economici, trasformando i giocatori in una merce da spostare qua e là a proprio piacimento: ed in seguito la lista dei suoi affari ”italiani” si è ampliata, dato che lo stesso agente, sfruttando il credito col River Plate per un vecchio prestito miliardario, ha ottenuto il mandato per cedere Crespo ed Ortega, portati entrambi al Parma a cifre altissime. Dopo queste prime mosse Mascardi si è ampliato ed ha aperto la sua agenzia di procura, la Prosoccer (controlla, tra gli altri, Laxalt, Paredes, Ponce, Iturbe e appunto Dybala: celebre l’affare che portò Cirigliano ed Iturbe al Verona ed inoltre, dalla cessione dell’ora paraguaiano alla Roma, Mascardi ha ricavato 5mln), ed il suo fondo d’investimento, la già citata Pencil Hill con sede legale a Londra: e proprio la Pencil Hill è implicata nel caso-Dybala, ma prima di addentrarci in questo guazzabuglio legale, andiamo anche ad analizzare le mille criticità della figura di Gustavo Mascardi, un soggetto che è finito parecchie volte nelle maglie della giustizia. Il nome del superagente argentino, infatti, figura tra gli indagati nel crac della Parmalat, in quanto Calisto Tanzi continuava ad elargirgli elevate cifre e commissioni anche negli ultimi anni della sua presidenza, ed inoltre è noto alle forze dell’ordine argentine: nel 2013, infatti, proprio il trasferimento di Dybala al Palermo finì sotto la lente della polizia argentina in virtù della scoperta di come Nestor Kirchner (ex presidente locale) avesse usato per anni Mascardi per riciclare denaro sporco, prestandogli cifre ingenti con le quali l’agente poi comprava percentuali di alcuni giocatori promettenti (piazzandoli spesso al Racing Avellaneda), ripulendo così le cifre investite da ogni sospetto. Ed uno dei giocatori incriminati è proprio Dybala, i cui diritti economici furono acquistati coi soldi ”da ripulire” di Kirchner, prima della cessione al Palermo: ma andiamo ora ad analizzare nel dettaglio la querelle tra il Palermo ed il fondo Pencil Hill, o più precisamente, tra Zamparini e Mascardi.

PALERMO-MASCARDI: DALL’AFFARE-DYBALA AD UNA LUNGHISSIMA GUERRA LEGALE, I DETTAGLI DELLA QUERELLE TRA I ROSANERO E PENCIL HILL- Il nome di Paulo Bruno Exequiel Dybala, nato nel 1993 e visto dagli argentini come il nuovo Messi, diventa noto a tutti nel gennaio del 2012 quando la Joya, che sta trascinando l’Instituto de Cordoba in Segunda Division a suon di gol e giocate sensazionali, sembra ad un passo dall‘Inter: c’è l’accordo col giocatore e col club per un trasferimento da 3mln di euro da formalizzare a giugno, un trasferimento che però non arriverà mai. Dopo un lungo silenzio, infatti, nell’estate dello stesso anno arriva l’improvviso annuncio dell’acquisto del giovane Dybala da parte del Palermo di Maurizio Zamparini, che paga circa 12 milioni (11 mln ed 860mila euro, per la precisione) all’Instituto e piazza un colpo che, col senno di poi, si rivelerà geniale: dopo le prime difficoltà ed un periodo senza reti nell’anno in B, infatti, Dybala esploderà definitivamente, per poi essere ceduto alla Juve a 40mln e diventare uno dei giocatori chiave del quinto scudetto bianconero. Ma questa è un’altra storia e rischierebbe di portarci fuori dai binari, dunque torniamo a noi: ai tempi l’esplosione del valore di mercato di Paulo Dybala aveva generato non pochi dubbi (quale giocatore ”vola” in sei mesi da 3 a 12mln di valutazione?), dubbi avvalorati dal valore riportato a bilancio per la Joya. Il Palermo infatti inserisce a bilancio l’acquisto di Dybala per soli 5,1 milioni, che nei fatti rappresentano circa il 45% dell’effettiva cifra spesa. Un dato che al momento non insospettisce nessuno, ma che col senno di poi è utilissimo per sbrogliare la matassa: Mascardi infatti, come spesso accade, è proprietario del 55% del gioiellino dell’Instituto, e s’intasca la somma restante a nome del fondo Pencil Hill Ltd. di sua proprietà, che poco prima aveva acquistato parte dei diritti economici di Dybala e portato all’innalzamento del suo valore.

Ed il tutto potrebbe finire qui, se non fosse che Zamparini si trova nel bel mezzo del classico guazzabuglio da fondo d’investimento: Mascardi ricatta in bello stile il presidente rosanero che, per avere la certezza di acquistare Dybala dopo uno ”studiato” contatto col Tottenham, sgancia 2mln di commissione all’agente argentino e 3,5 milioni (cifra folle e fuori mercato) all’avvocato della Pencil Hill per non si sa quale mediazione nell’affare. Il prezzo dunque inizia a lievitare sia rispetto ai 9mln inizialmente pattuiti tra il Palermo e l’Instituto, che rispetto ai 12mln circa effettivamente pagati, e non è finita qui: anni dopo il caso torna di moda al momento della cessione di Dybala alla Juventus, col giocatore che reclama 2,5 milioni mai ricevuti ed inizialmente rifiuta di passare in bianconero (finchè non riceverà la cifra, che probabilmente è finita anch’essa nelle tasche di Mascardi). Ma questa storia si arricchisce di una nuova puntata poco dopo, quando Mascardi lamenta dei nuovi debiti del Palermo, che avrebbe pagato solo 4 dei 12mln pattuiti con Pencil Hill al momento dell’acquisto della Joya, e fa causa ai siciliani davanti al TAS: Zamparini sostiene di aver pagato ed utilizza come argomento difensivo il fatto che Dybala non fosse a conoscenza della cessione dei suoi diritti economici e sia stato usato come merce da Mascardi, ma inspiegabilmente il TAS (in spregio alle norme anti-fondi della FIFA: una contraddizione che abbiamo ritrovato nel caso-Rojo) dà ragione all’agente argentino ed obbliga i rosanero a pagare gli 8 milioni di debiti, rivalutati a 15mln in virtù degli interessi e della morosità. Zamparini si appella all’ingiustizia e fa causa per truffa a Mascardi ed al fondo Pencil Hill, ma ormai deve rispettare la sentenza, e qui torniamo a quel debito residuo di 10 milioni ed al caos successo venerdì: il Palermo è obbligato a pagare e, di fatto, arriva a versare 27mln totali per il trasferimento di Dybala, una cifra solo in parte addolcita dai 40mln guadagnati dalla Juventus.

PALERMO: DYBALA NON È IL SOLO CASO DI ”TRUFFA DA FONDO”, IL PRECEDENTE ILLUSTRE- Zamparini dunque dovrà pagare entro 60 giorni per evitare il vero blocco della cifra incassata da Vazquez e vede riaprirsi una ferita che credeva chiusa, ed una truffa che sembrava essersi risolta definitivamente: un caso incredibile e destinato a durare ancora a lungo, quello della querelle Mascardi/Pencil Hill-Palermo per Dybala, che però non rappresenta l’unica ”frode” perpetrata nei confronti di un Palermo in crisi economica e non più potente come prima. C’è infatti un precedente illustre e legato al Flaco Javier Pastore, ufficialmente ceduto al PSG per 43mln, ma in realtà a bilancio solo per 39.5: e neppure questa cifra è finita tutta nei conti rosanero, dato che l’agente Simonian, in virtù dei diritti economici sull’attuale 10 dei francesi, ha ”rosicchiato 15,5 milioni al Palermo, che ha formalmente incassato solo 22,5 milioni dalla cessione. Ed i restanti 5mln? Persi nel vuoto, dimenticati e mai più trovati, come se fossero finiti ad un’altra entità che non è stata resa nota, ma ha preso parte al trasferimento del Flaco.

Insomma, il Palermo non è nuovo a queste ”fregature”, ma sicuramente col caso-Dybala ha subito un grave danno economico e finanziario: chissà quando finirà la querelle legale tra i rosanero ed il fondo Pencil Hill Ltd. di Mascardi, un caso che è la classica dimostrazione di quanto sia folle affidarsi mani e piedi a dei fondi d’investimento che fanno solo i loro interessi…

(di Marco Corradi)