Inchiest-AA: il Miami FC si ribella. ”Retrocessioni anche negli USA”

Miami FC
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La ribellione dei piccoli, il tentativo di trasformarsi nei Robin Hood del calcio statunitense: il piccolo Miami FC, squadra a forte impronta italiana che ha in Riccardo Silva (proprio lui, ex proprietario di quella MP&Silva che ha gestito i diritti tv della Serie A, ed è stata ceduta ai cinesi proprio per investire nel calcio USA) il suo presidente e in Alessandro Nesta il suo allenatore, prova a cambiare le cose nel sistema calcistico degli USA, che ricalca quello degli altri sport e non si sogna neanche di contemplare promozioni e retrocessioni, andando a imitare NBA, MLB e NFL.

Un dato di fatto noto a tutti, che però a lungo andare ha fatto infuriare Silva e tutto l’ambiente che ruota intorno al Miami FC, società in rampa di lancio che vorrebbe tanto fare il salto di qualità e giocare costantemente contro le grandi statunitensi, ma si trova ”confinata” in una NASL che è sempre meno ”forte” a livello mediatico, economico e tecnico, senza la minima possibilità di cambiare la sua condizione. Prodigi di un sistema bloccato, nel quale l’MLS viene allargata a suon di franchigie neonate (le ultime Atlanta United e Minnesota, ora è arrivato il Los Angeles FC e nel 2018 toccherà al Miami di Beckham), ma che non hanno il minimo legame con le squadre delle serie inferiori, che restano ”piantate” dove si trovano, sia che sia Nasl, sia che sia quell’USL che è la terza serie nazionale. Questo perchè, per approdare in MLS, la società o il soggetto interessato deve versare 100mln di dollari alla federazione, vera proprietaria (succede anche in NBA) di quelle franchigie che nascono e nasceranno fino a portare il campionato a 28-29 squadre in pieno stile NBA. E, ovviamente, una società che gioca nella Nasl e, con tutto il rispetto, affronta North Carolina e Jacksonville, non avrà mai la somma necessaria, neppure se si chiama New York Cosmos ed ha alle spalle una tradizione da galacticos, con Pelè, Chinaglia e recentemente Marcos Senna e Raul a vestire la gloriosa maglia del club: insomma, il classico cane che si morde la coda, che ha fatto infuriare Riccardo Silva e l’ha spinto a una mossa drastica.

Il Miami FC si vede impedita dal regolamento USA la possibilità di accedere alla MLS perchè non ha quei dannati 100mln di dollari? E allora ecco l’insurrezione contro quel regolamento, sotto forma di un esposto formale al TAS: la richiesta è semplice e concisa, ovvero ”obbligare gli USA ad adeguarsi alle norme stabilite dallo statuto FIFA, che prevede campionati con promozioni e retrocessioni e un certo turnover delle squadre nelle varie serie nazionali”. Esposto al TAS, vera e propria guerra contro l’MLS e la Federcalcio statunitense, ma anche appello alla FIFA affinchè intervenga sistemando le cose, perchè ”un campionato nel quale prevalgono i soldi a fondo perduto e non il merito, non è un vero campionato”. La battaglia del Miami FC e di Riccardo Silva è appena cominciata, ma si prefigge di ribaltare e razionalizzare il sistema calcio negli USA, capovolgendo uno status quo che riguarda tutti gli sport americani: promozioni e retrocessioni sono due parole ignote allo sportivo medio americano, che dunque difficilmente accetterebbe questo cambiamento a meno di imposizioni dall’alto.

E dunque il Miami FC trepida d’attesa per la risposta del TAS, e intanto sogna di conquistare il suo posto al sole in MLS: un posto al sole che meriterebbe ampiamente, dato che la squadra allenata da Alessandro Nesta e schierata con un 4-3-1-2 ancelottiano sta dominando la Nasl, e attualmente si trova in testa al torneo primaverile con 23 punti in 11 gare e un +5 sulla seconda (che ha una gara in più) a cinque giornate dal termine. Campionato in pugno dunque, ma sono i risultati nella coppa nazionale a far sognare e infuriare al tempo stesso la squadra italo-americana, cofondata da Silva insieme a Paolo Maldini e che ha in campo l’ex Livorno Alessandro Lambrughi e l’attaccante Vincenzo Rennella: nella Lamar Hunt US Open Cup vinta dallo Sporting Kansas, il Miami FC (che gioca al Riccardo Silva Stadium) ha eliminato squadre di MLS come l’Orlando City e l’Atlanta United del Tata Martino e dei sudamericani, giocandosela alla pari e anche meglio rispetto a club più quotati, prima di uscire contro il Cincinnati nella sfida delle sorprese (ai quarti).

Insomma, c’è la consapevolezza di poter diventare una realtà interessante in MLS, e vedremo nelle prossime settimane se la ribellione degli italiani d’America (supportati dai Cosmos) avrà buon fine oppure verrà sedata in un amen da Re Giovanni, ops, Gianni Infantino…

 

(di Marco Corradi, @corradone91)

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About Marco Corradi

25 anni, una laurea specialistica diventata realtà ed il calcio come una malattia dalla quale non voglio assolutamente guarire, e l'argomento su cui basare una carriera futura (e la mia tesi): attualmente collaboro anche con Azzurri di Gloria.Il mio motto? ''Everything that kills me, makes me feel alive''
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