Perché qui sì e in campionato no? Perché la Juve che ha vinto quasi tutto l’anno scorso ora è grande con le grandi e piccola con le piccole? Domande che sono affiorate sulla bocca di ogni tifoso juventino che si rispetti dopo l’autoritario 2-0 rifilato allo Stadium a un Siviglia spento e privo di idee. Starà ad Allegri rispondere, il fatto è che il girone sembra in discesa e la chiave per tornare in alto sta proprio qua.

La formazione, dettata per dieci undicesimi addirittura nella conferenza stampa della vigilia da Max, vede partire dal 1′ un ritrovato Khedira, che sarà decisivo, Hernanes in cabina di regia, Cuadrado largo a destra. Davanti invece spazio a Dybala e Morata, che da sempre quando sente risuonare l’inno della Champions si carica alla grande.

1702324

I bianconeri partono subito dominando, il Siviglia, privo dell’ex Llorente, si difende con intelligenza. Dopo un destro da fuori di Hermanes e una girata di Dybala, ecco il colpo che apre le danze: cross di Barzagli e Morata prende l’ascensore verso il suo quinto gol in cinque partite in coppa (sono 7 nelle ultime 9), come lui solo Del Piero.

Il Siviglia non reagisce nemmeno quando entra l’altro ex di giornata, il fischiatissimo Immobile, che non riesce a incidere. Dybala e Cuadrado continuano a provarci, ma proprio quando la Juve sembra gestire l’argentino avvia un fulminante contropiede che Zaza conclude in porta. Se la Juve ha uno dei gironi più difficili, le prove più ardue sembrano ora alle spalle; il doppio confronto contro il Borussia Moenchenglandbach che attende Buffon e compagni sembra ottimo per assicurare il biglietto per gli ottavi con qualche turno di anticipo.

La vittoria ha lasciato agli addetti ai lavori una curiosa domanda: che modulo ha usato Allegri? La “Gazzetta” parla di 3-5-2, “Tuttosport” di 4-3-3 e il “Corriere dello Sport” di 4-4-2. Spigolature a parte, la serata di ieri ha dimostrato che la Juventus anche quest’anno ha un ottimo potenziale e un grande futuro davanti a sè e che, se è vero che Max deve ancora lavorare per far funzionare insieme i pezzi da novanta arrivati in estate, passi avanti ce ne sono eccome. Se si vince contro i miliardari del City (oltretutto a casa loro e in rimonta) e contro una squadra che in finale di Supercoppa Europea ha regalato una delle partite più spettacolari che il calcio recente ricordi contro gli alieni del Barcellona un motivo ci sarà. O la Serie A è più dura della Champions?